23 aprile 2024
Aggiornato 01:00
A far scattare le indagini è stata la denuncia di una casalinga

Palermo, soldi per accelerare il rilascio delle pensioni: 5 arresti

Avrebbero estorto denaro per accelerare i tempi di rilascio delle pensioni di invalidità. Per questo i carabinieri hanno arrestato cinque persone a Bagheria, in provincia di Palermo

PALERMO - Avrebbero estorto denaro per accelerare i tempi di rilascio delle pensioni di invalidità. Per questo i carabinieri hanno arrestato cinque persone a Bagheria, in provincia di Palermo. Gli arrestati, tra i quali ci sono un addetto al servizio d'invalidità civile della Prefettura di Palermo e un impiegato dell'ufficio Inps di Bagheria, sono accusati di concussione.
Secondo i magistrati tre di loro contattavano le potenziali vittime seguendoli durante l'iter illecito della pratica. Quindi l'impiegato della prefettura si occupava di «estrarre» i fascicoli segnalati dai complici, verificando lo stato della pratica e accelerare la formazione dei decreti o rallentarla quando le richieste di denaro non fossero soddisfatte. Infine l'impiegato del'Inps riceveva i fascicoli e li poneva in liquidazione creando di fatto una «corsia preferenziale».

A far scattare le indagini è stata la denuncia di una casalinga, madre di una ragazza affetta da gravi handicap psicomotori in attesa di ricevere la pensione d'invalidità civile. La donna si era rivolta all'Ufficio Inps di Bagheria dove un funzionario le aveva fatto una chiara richiesta di denaro per accelerare la procedura.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Gip di Palermo, Piergiorgio Morosini. Dalle indagini è emerso che in alcuni casi, a fronte di ripensamenti da parte delle vittime che non potevano pagare, gli indagati «congelavano» la pratica in attesa del danaro. Il compenso era fissato al 10% delle somme spettanti alle vittime quali arretrati: cioè dai 500 ai 2000 euro, che venivano ripartiti tra gli indagati. Le forze dell'ordine hanno accertato nove posizioni amministrative il cui iter è stato «deviato» a pagamento.