21 luglio 2024
Aggiornato 11:30
Partiti | Lega Nord nel caos

Reguzzoni traballa, spunta il nome di Molgora. Maroniani contrari

Sarebbe l'ultima soluzione vagliata oggi durante l'incontro a Milano. Castelli: Reguzzoni capogruppo non è più un problema. Pini disconosce la firma, Camera: La mozione Passera non è valida

ROMA - Il capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni traballa, dopo gli attacchi subiti dai maroniani e il disconoscimento della mozione di sfiducia a Passera. Ma la soluzione che sarebbe stata valutata seriamente nelle ultime ore ai vertici della Lega non andrebbe incontro alle esigenze dei maroniani, che si oppongono al «cerchio magico». Il nome in pole per la successione, raccontano, che sarebbe stato valutato da Umberto Bossi e che sarebbe spuntato anche oggi nel corso di una riunione della Lega a Milano, sarebbe quello di Daniele Molgora. Una soluzione che avrebbe già incontrato la ferma resistenza dei maroniani e che accrescerebbe ancor di più la tensione interna.
Non manca il veleno che i maroniani fanno circolare sul nome di Molgora. Si fa notare che il deputato sarebbe comunque espressione degli ambienti «cerchiomagici», ma anche che ricopre comunque due incarichi, essendo anche presidente della Provincia di Brescia. La soluzione Molgora, sottolineano, renderebbe ancora più complessa una ricomposizione all'interno del partito, già dilaniato da durissime tensioni interne.

Pini disconosce la firma, Camera: La mozione Passera non è valida - E' caos nella Lega Nord. Il deputato del Carroccio Gianluca Pini, secondo quanto si apprende in ambienti del Carroccio, ha inviato alla Presidenza della Camera una lettera nella quale disconosce la firma sulla mozione di sfiducia al ministro Corrado Passera, presentata dal capogruppo Marco Reguzzoni e che porta in calce 63 firme, tra le quali proprio quella di Pini.
Interpellate, fonti della Presidenza di Montecitorio confermano, sottolineando che a questo punto non c'è più il requisito per la presentazione della mozione. Per presentarla, infatti, occorrono 63 firme di deputati.

Castelli: Reguzzoni capogruppo non è più un problema - La permanenza di Marco Reguzzoni alla presidenza del gruppo Lega della Camera contestata dai deputati vicini a Roberto Maroni «non è più un problema» perchè «ieri sera le cose mi sembrano essere state chiarite». Ovvero «il confronto nella Lega non può essere sull' equilibrio fra persone» ma «sul progetto». Posto che «stiamo vivendo un momento fondamentale della nostra storia: finita la lunga alleanza, almeno a Roma, si deve scegliere se devono esserci ancora alleanze e quali». Lo ha detto l'ex ministro della Lega Roberto Castelli a SkyTg24, convinto che il comizio Bossi-Maroni-Calderoli a Varese di ieri sera «ha fatto chiarezza sulla situazione interna».
«Io - ha sottolineato Castelli, rispetto alla propria posizione geografia interna al Carroccio- politicamente sono nato e morirò solo bossiano: è solo lui che ha fondato e fatto crescere la Lega e i suoi ideali. Nel partito ho buoni rapporti con tutti: potrei definirmi anche un maroniano o un calderoliano. Ma per me, politicamente, quello che fa la differenze e conta non sono le persone ma il progetto. E il progetto è stato sempre ed è ancora quello di Bossi».
Quanto al 'cerchio magico' intorno al Senatur, «per quanto il richiamo celtico è suggestivo, io non ho mai visto corrispondere alla realtà un gruppo ristretto di persone vicine a Bossi che impedisca di avvicinarlo e freni ogni cambiamento».