13 giugno 2024
Aggiornato 10:00
Il ricordo alla Camera

Fini: Tremaglia voleva una nuova legge di cittadinanza

In aula il ricordo di tutti i gruppi. Casini: Leone dell'Italia nel mondo. Menia: Una vita dedicata all'Italia e agli italiani, un esempio della bella politica

ROMA - Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ricordato in Aula Mirko Tremaglia scomparso lo scorso 30 dicembre. «Il rammarico che mi espresse poco prima di morire - ha raccontato Fini - era per una battaglia che considerava importante: la necessità di una legge per rendere possibile integrazione in Italia di coloro che per tanti aspetti sono simili ai nostri progenitori di ieri. Mi auguro che la sua scomparsa non impedisca alla Camera di dare, accanto all' integrazione, ai diritti e doveri un nuovo concetto di cittadinanza» per gli stranieri.
Il Presidente della Camera ha quindi ricordato che Tremaglia «fortemente radicato nei suoi convincimenti aveva conquistato considerazione e stima anche dagli avversari politici più lontani dalle sue idee» e che nella sua «lunga e intensa attività politica mostrò passione civile, forte impegno ideale, come conferma il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica. Ha avuto due obiettivi: la pacificazione nazionale, doverosa anche per la sua personale storia, per l'adesione alla Repubblica sociale da volontario a 17 anni, voleva la riconciliazione tra vinti e vincitori non fosse il trionfo dell'oblio ma un dovere per chi voleva continuare a seguire la patria e amare l'Italia. Per 4 decenni è stato paladino della battaglia per valorizzare il ruolo dei nostri connazionali all'estero, i discendenti dei nostri emigranti» e «rese possibile un miracolo politico: l'approvazione della legge per il censimento degli italiani all'estero e poi della legge far esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo».

Casini: Un grande leone dell'Italia nel mondo - «Ricordiamo tutti con commozione ed affetto, è intervenuto l'ex presidente Udc della Camera Pier Ferdinando Casini, un «grande politico: un grande combattente, un grande leone dell'Italia nel mondo». Tremaglia, «a cui abbiano tutti voluto bene - ha detto- è stato espressione della politica alta e di quella forma di passione e impegno nella politica che purtroppo oggi sembra andarsi spegnendo. Un uomo che ha combattuto profondamente per le sue idee. Non si è mai stancato portare nel mondo il valore dell'appartenenza ad una comunità nazionale. Per voto italiani all'estero ha combattuto contro tutti e tutto. Un caterpillar impossibile da contrastare».
In aula sono intervenuti diversi parlamentari di tutti i gruppi e diversi amici personali di Mirko Tremaglia, dal fedelissimo Roberto Menia all'Idv bergamasco Gabriele Cimadoro. Negli interventi di tutti, il ricordo della prematura morte del figlio di Tremaglia, la sua determinazione da ministro per gli Italiani nel Mondo, il coronamento della vittoriosa battaglia.

Il ricordo di Roberto Menia - «Ci sono uomini - ha detto il coordinatore di Fli, Roberto Menia, nel corso della commemorazione alla Camera dei Deputati di Mirko Tremaglia. capaci di lasciare il segno. Per le azioni che compiono, per le battaglie che combattono, per gli ideali che trasmettono, per l'umanità che incarnano. Possono essere uomini di parte ed esserlo per una vita intera, testimoniarlo fino all'ultimo respiro, ma proprio quando se ne vanno sopra le stelle tanto più diventano patrimonio di tutti. Così è per Mirko Tremaglia, una vita dedicata all'Italia e agli italiani, un esempio della bella politica» . «Anche per noi - ha concluso visibilmente emozionato, Menia - che gli siamo stati vicini è stato bello, ed è stato bello condividere le ultime pagine della sua storia terrena, anche l'ultima scelta controcorrente che lo portò a sedersi su questi banchi, affaticato, con quel bastone che non voleva, ma mai domo e ancora pronto a ruggire. Iterum rudit leo, Mirko? ancora ruggisce il leone?».