29 novembre 2023
Aggiornato 05:30
Secca replica della Lega agli inviti dell’ex Premier

Calderoli: le cene del lunedì Berlusconi se le faccia con Monti

Ma il Cavaliere insiste: col Carroccio alleanza solida. Speroni (Lega) : «Ma di che alleanza parla, noi all’opposizione, lui al Governo». Alfano: «il Pdl sta seguendo due binari, sostiene Monti ma non rinuncia al suo progetto». La Russa: «La crisi ci obbliga a sostenere questo governo»

ROMA - Da parte del Pdl «c'è stato un tradimento del mandato del popolo su chi doveva governare» e poi Berlusconi «ha rinunciato a proporre una maggioranza alternativa alle sue dimissioni. E ha benedetto un Governo messo in pista da tempo con l'obiettivo di farlo fuori». E che per ora «non sta facendo niente per la crescita: il ritorno dell'Ici sulla prima casa, il taglio delle pensioni..». Lo ha affermato l’ex ministro della semplificazione, il leghista Roberto Calderoli.

Calderoli: l’asse con il Pdl si è rotto - «L'asse con il Pdl si è rotto», ha ribadito Calderoli.«Non parlino di alleanze - a detto - E' incontrovertibile: se uno sta alla maggioranza e l'altro all'opposizione, e se ci si era presentati insieme per governare il Paese, è chiaro che ora come ora non c'è più niente».

«Le cene del lunedì Berlusconi se le faccia con Monti» - Quanto alle cene del lunedì «Berlusconi le faccia con Monti, così decidono cosa fare». Sul futuro «mi pare impraticabile che il Governo e le forze che lo sostengono, Pdl in primis, non vogliano proseguire una strada già tracciata. Entro la fine dell'anno ci sono scadenze importanti da rispettare, con molte risorse da distribuire sul territorio.
Vedremo come si comporteranno: altrimenti sulla strada ci sono delle belle trappole già pronte. E prepareremo dei bei poster con Alfano, Bersani, Casini e Di Pietro a braccetto». Per sapere cosa farà la Lega appuntamento a Vicenza per il Parlamento padano, «si è chiuso un ciclo e se ne apre un altro».

Berlusconi: alle amministrative andremo insieme alla Lega - «Stiamo lavorando con grande intensità credo che possiamo essere decisivi per il futuro dell'Italia». Lo ha sottolineato l'ex premier Silvio Berlusconi a margine del convegno dei Popolari Liberali a Verona.
Quella con la Lega, per l'ex premier «è un' alleanza solida che non può essere resa più debole con questi accadimenti ultimi e con il governo dei tecnici. I motivi dello stare insieme sono importanti - ha aggiunto - e direi decisivi per il futuro del Paese».
Alle amministrative Pdl sarà insieme alla Lega? Alla domanda Berlusconi ha risposto:«Certamente».

La tracciabilità dei pagamenti è contro libertà - Abbassare la soglia dei pagamenti in contanti contiene un «insito pericolo reale di stato di polizia tributaria esattamente il contrario dello stato in cui noi vogliamo continuare a vivere». E' quanto ha affermato l'ex premier, Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al convegno dei Popolari Liberali a Verona, dicendo un 'no' secco alla proposta del governo Monti.

Speroni (Lega): ma di che alleanza parla Berlusconi? - Francesco Speroni, capo delegazione della Lega Nord all'Europarlamento, considera «molto difficile» che alle prossime politiche Carroccio e Pdl si ripresentino insieme. «Bisogna vedere...Forse a Varese. Non capisco proprio di che alleanza parli Berlusconi quando parla di una «alleanza solida» - dato che noi siamo all'opposizione e lui è al governo. Quando due o più partiti sono all'opposizione non è che siano alleati per forza, ma soprattutto adesso che lui appoggia il governo Monti e noi no non c'è alcuna alleanza».
«Se il Cavaliere vuole allearsi con la Lega legga bene la prima pagina de la Padania di domenica: chi vota certe cose, come l'ultima ultima bizzarria di Napolitano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, non si allea con noi.
Vedremo in concreto come si comporterà il Pdl sui provvedimenti che il governo porterà in Aula, perché a decidere è il Parlamento. Ma certamente l'ipotesi di andare da soli alle prossime elezioni politiche, nel 2013 o quando saranno, c'è tutta. Se non cambia qualcosa da qui al voto vedo molto difficile un'alleanza con il Pdl, proprio perché facciamo cose diverse».

Alfano: stavamo piantando grandi fiori nel giardino di «casa Italia» - «Nei mesi scorsi è accaduto che abbiamo fatto molte cose: piantavamo grande fiore nel grande giardino nostro paese, una manovra una riforma per far sì che l'Italia andasse meglio, un altro fiore era un'azione che restituisse decoro al paese rispetto alle relazioni internazionali».
E' quanto ha sottolineato nel suo intervento, il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano dal convegno dei Popolari Liberali del Pdl a Verona.
«Abbiamo approvato due manovre economiche. Eppure quel giardino di splendidi fiori scoprivamo - ha spiegato Alfano - che era un giardino buio illuminato da fioca luce nostri organi informazione davano retta a Cassandre tali da non far rilevare mai cosa facevamo e i fiori diventavamo invisibili. E poi tutto era colpa del governo Berlusconi: dallo spread che saliva alla borsa che calava Quindi con questo schema è passata l'idea sillogistica se l'euro va male per colpa dell'Italia che va male per colpa di Berlusconi allora basta togliere Berlusconi perché l'Italia stia meglio e il dollaro guarisca».

Ora il Pdl cammina due binari - Alfano ha delineato l'attuale strategia del Pdl: «Noi stiamo seguendo due binari, due rotaie parallele: noi stiamo sostenendo il governo Monti, ma non rinunciamo al nostro progetto futuro. Se Berlusconi si fosse fatto i fatti suoi, avrebbe detto andiamo alle urne, ha scelto la strada meno conveniente sul piano personale - ha concluso Alfano - ma più utile per Italia per amore del proprio paese e per generosità».

Ignazio La Russa: Monti non l’abbiamo voluto ma lo votiamo - Il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, ospite di Maria Latella a L'Intervista, non avrebbe «mai voluto un governo tecnico se non ci fosse stata la crisi economica; che ora lo appoggi lealmente - ha detto - è una cosa, ma che mi piaccia no. Penso, però, che l'emergenza economica giustifica questo atto di generosità che è arrivato da Berlusconi e dal PdL. Ci siamo, di fatto, messi da parte, mentre quella della sinistra, che ha rinunciato alle elezioni anticipate, non è stata generosità, ma un atto di fuga perchè probabilmente avrebbe perso le elezioni, o avrebbe dovuto fronteggiare una situazione particolarmente difficile con un elettorato che difficilmente avrebbe digerito una politica di lacrime e sangue».