Infanzia, il Garante è legge
Polemiche Pdl-Carfagna per l'ok all'odg della Lega su sede anche non a Roma
ROMA - Con voto unanime per alzata di mano l'aula del Senato ha approvato definitivamente la legge che istituisce l'Autorità garante per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. La sede della nuova Authority, il cui Presidente dovrà essere nominato d'intesa fra i Presidenti dei due rami del Parlamento con un mandato di quattro anni, dovrà essere messa a disposizione dalla Presidenza del Consiglio.
Su questo tema in Senato si è acceso il solo scontro su una legge per il resto fin dall'inizio assolutamente bipartisan, essendo stato proposto dalla Lega e accolto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di una città diversa da Roma quale sede della nuova authority. Una scelta, quella del ministro, duramente criticata dalle opposizioni e, con una presa di posizione congiunta, da un nutrito gruppo di senatori del Pdl.
«Sono contrario all'ordine del giorno della Lega e alla modifica richiesta dal ministro Carfagna in base alla quale Roma potrebbe essere esclusa come sede dell'Autorità Garante per l'Infanzia. E' un atteggiamento - ha denunciato il senatore del Pdl, Cesare Cursi, presidente della Commissione Industria- incomprensibile, anche perché l'ufficio dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza si trova presso la Presidenza del Consiglio«
«A margine dell'approvazione unanime di un provvedimento significativo come quello per l'istituzione dell'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, - hanno affermato i senatori Domenico Benedetti Valentini, Cesare Cursi, Mauro Cutrufo, Maurizio Castro, Francesco Bevilacqua, Cristiano De Eccher, Gennaro Coronella - si deve purtroppo registrare l'accoglimento, invero piuttosto precipitoso, da parte del ministro Carfagna di un ordine del giorno presentato da alcuni senatori della Lega Nord, volto ad allontanare in ogni caso da Roma la sede della nuova Authority. Va sottolineato che, per le modalità con cui è avvenuto l'accoglimento, l'Aula non ha potuto votare su questo ordine del giorno. Pertanto, per parte nostra, consideriamo tale documento irrilevante e non impegnativo, tenuto anche conto che la legge approvata prevede che la sede e il funzionamento dell'Authority siano a carico, senza maggiori oneri di finanza pubblica, della Presidenza del Consiglio. Né si comprende quale beneficio possa derivare dall'allontanamento da Roma di un'Authority, quella per l'infanzia, della quale già si prevede l'articolazione in tutte le regioni».