29 agosto 2025
Aggiornato 16:00
Campagna: «Non sgomberate i miei diritti»

Nomadi, settecento firme per fermare gli sgomberi

L'Associazione 21 luglio: sono pianificati per esasperare i rom

ROMA - Il fatto che non sia previsto alcun nuovo sgombero di campi nomadi abusivi della Capitale in questa settimana, a partire dal paventato sgombero del campo di via Cave di Pietralata, non basta. Per questo l'associazione 21 luglio ha raccolto 700 firme con la campagna «Non sgomberate i miei diritti», lanciata il 1 dicembre 2010, con le quali si chiede di fermare questi sgomberi forzosi: la raccolta firme verrà inviata nei prossimi giorni al sindaco della Capitale, Gianni Alemanno e al prefetto commissario Giuseppe Pecoraro.

L'associazione 21 luglio ha svolto in questi mesi alcune ricerche «di prima mano» sulle azioni legate al piano nomadi del Comune di Roma esprimendo più volte «profonda preoccupazione» circa gli sgomberi che hanno coinvolto nuclei familiari appartenenti alle comunità romanì presenti nel territorio della capitale. «La maggior parte delle persone oggetto di sgombero - denunciano - non ha ricevuto una sistemazione alternativa. Nelle rare occasioni in cui questa è stata invece proposta, si è rivelata generalmente inadeguata per le condizioni strutturali del centro di accoglienza e per la divisione dei nuclei familiari».

Dal giorno della presentazione del Piano Nomadi, avvenuta il 31 luglio 2009, «centinaia di bambini rom - aggiunge l'associazione - sono stati sgomberati con le loro famiglie dagli insediamenti informali della capitale senza una soluzione alternativa adeguata, dimenticando che il Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite (Cescr) ha chiarito che gli sgomberi forzati rappresentano una violazione del diritto a un alloggio adeguato. In molti di quelli realizzati nel comune di Roma, ogni singola procedura di garanzia individuata dal Cescr è stata ignorata». Anzi, secondo l'associazione 21 luglio, le modalità con cui gli sgomberi vengono svolti «fanno temere che essi siano pianificati per portare all'esasperazione le famiglie coinvolte, aumentando il loro disagio e la loro esclusione dal tessuto sociale».

I circa 700 firmatari dell'appello lanciato dall'Associazione 21 luglio chiedono dunque al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al Commissario straordinario per l'emergenza nomadi a Roma Giuseppe Pecoraro «di porre fine alla pratica degli sgomberi illegali e che adeguate sistemazioni alternative, accesso all'istruzione e altre forme di sostegno essenziali, vengano garantite alle famiglie dei minori rom coinvolte».