29 agosto 2025
Aggiornato 16:00
Oggi il Summit a Roma

Italia-Francia, l'immigrazione in primo piano

Obiettivo del vertice: lettera Sarkozy-Berlusconi all'UE e politiche comuni

ROMA - Immigrazione, Libia, nucleare e gli acquisti francesi di aziende italiane. Saranno questi i temi caldi del vertice Italia-Francia che si terrà oggi a Roma. Il formato del tradizionale summit intergovernativo italo-francese di primavera è stato ridotto quest'anno a tre ministri, oltre ai capi di Stato e di governo: Esteri, Interni ed Economia. A fare gli onori di casa a villa Madama ci saranno quindi il premier Silvio Berlusconi, Franco Frattini, Roberto Maroni e Giulio Tremonti.

La delegazione francese sarà composta dal presidente Nicolas Sarkozy, il primo ministro Francois Fillon, il capo della diplomazia Alain Juppé, il titolare degli Interni Claude Gueant e il ministro dell'Economia Christine Lagarde. Eliminati i 'fronzoli' di memorandum d'intesa o accordi su questioni minori, si tratterà di un confronto più snello e diretto sui temi prioritari per entrambe le capitali. Prima dei faccia a faccia fra omologhi, e poi una sessione plenaria. Obiettivo: una lettera congiunta firmata da Sarkozy e Berlusconi alle istituzioni europee sul tema dell'immigrazione, in vista dell'importante Consiglio europeo del 24 giugno; e una dichiarazione congiunta dei due governi sui principi comuni che ispirano la politica estera in Libia e verso il Mediterraneo.

Punto centrale del vertice è infatti l'immigrazione: sul flusso di migranti dal nord Africa andrà trovato un accordo definitivo sugli attraversamenti del confine italo-francese degli immigrati tunisini con i permessi temporanei, tenendo conto che dopo la 'crisi di Ventimiglia' le tensioni tra i due paesi si sono «molto stemperate» fanno notare dal Viminale. Oltre a ciò, andranno definiti i particolari del pattugliamento congiunto aereo-navale davanti le coste della Tunisia, previsto dall'intesa fra i ministri degli Interni Maroni e Gueant lo scorso 8 aprile a Milano ma ancora non operativo; infine bisognerà stabilire il ruolo dell'Italia nel programma di rimpatrio dei tunisini, cui scadrà il permesso mentre si trovano in territorio francese: la competenza è naturalmente di Parigi, ma Maroni si è impegnato a fornire in ambito Ue il sostegno di Roma.

L'intenzione del ministro Roberto Maroni, riferiscono dal Viminale, è quella di trovare con i colleghi francesi «una strada comune» per affrontare l'emergenza migratoria, utilizzando «il buon senso» e non «azioni di forza», come invece era sembrato dall'iniziale intransigenza di Parigi ad accogliere immigrati provenienti dall'Italia con il permesso di soggiorno temporaneo. Sul piano politico, questo si dovrebbe tradurre - nelle intenzioni degli sherpa - in una lettera congiunta firmata da Sarkozy e Berlusconi indirizzata alle istituzioni europee per chiedere una modifica alle regole di Schengen - che d'altronde ha già annunciato di essere disposta a fare la Commissione -; un potenziamento di Frontex, l'agenzia europea per la sorveglianza delle frontiere; e un aiuto concreto a favore dei paesi della sponda sud del Mediterraneo in cambio di una maggiore responsabilizzazione da parte dei loro governi in materia di immigrazione.