20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Vaticano

Morto a 91 anni Paglialunga, decano dei vaticanisti

Da Pio XII a Benedetto XVI. Domani i funerali

CITTÀ DEL VATICANO - E' morto ieri a Roma a 91 anni Arcangelo Paglialunga, tra i decani dei 'vaticanisti'. Ha raccontato il Vaticano da Pio XII a Benedetto XVI, ha seguito cinque conclavi per il Gazzettino di Venezia.
Poco dopo mezzogiorno il giornalista era sceso in strada per una passeggiata ed è stato trovato poco dopo riverso per terra privo di sensi. Ricoverato all'ospedale del Santo Spirito, è rimasto in coma profondo fino alle 17.30, quando è spirato. I funerali si svolgeranno domani alle 10.30 nella sua parrocchia dei Santi protomartiri romani.

Quanto a Ratzinger, «quando ci fu la fumata bianca io stavo scrivendo già la sua biografia. I colleghi, dopo aver visto la fumata, mi consigliarono di fermarmi perché di lì a poco si sarebbe conosciuto il nome del nuovo Papa. Io continuai imperterrito: sentivo che sarebbe stato lui», raccontò in una intervista all«Osservatore romano' per i suoi 90 anni. Da cardinale «era molto facile incontrarlo. Bastava passare alle nove precise dalle parti del colonnato e lo si incrociava di sicuro. Lo incontravo molte volte casualmente perché anch'io ero abbastanza abitudinario e arrivavo in Sala Stampa alla stessa ora. I nostri erano sempre incontri molto cordiali. Lui si aspettava da me notizie fresche e io ero lieto di dargliele». Fu Paglialunga, ad esempio, a dare a Ratzinger la notizia della morte dell'arcivescovo scismatico Marcel Lefebvre. Tra i racconti del vaticanista, sempre nell'intervista al giornale vaticano, quello sulla morte di Pio XII: «Quando si diffuse la notizia noi fummo costretti a recarci in tutta fretta nel paesino laziale. La cosa curiosa è che i corrispondenti dei giornali americani avevano sequestrato l'unico telefono disponibile sulla piazza dove ci eravamo raccolti. Pensi che si davano il cambio ogni ora, tenendolo sempre in funzione, in attesa di dare per primi la notizia della morte del Papa. Ma Bergerre, corrispondente dell'agenzia France Presse, si accorse, attraverso le finestre, del movimento repentino di un cameriere che correva da una stanza verso un'altra chiamando gente. Scappò di corsa dalla piazza, prese un altro telefono e bruciò sul tempo gli americani. E ne rimasero talmente scottati che quando si ritrovarono in piazza San Pietro per la lunga agonia di Giovanni xxiii - che durò cinque giorni - mentre noi pernottavamo nella Sala Stampa, loro dormivano a turno su una stuoia stesa direttamente sul selciato della piazza».