5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Immigrati, UE e Lega Nord

Salvini: L'Italia dovrebbe sospendersi dall'Unione Europea

Servirebbe un periodo di «stand by» fino alla nascita dell'Europa delle Regioni

ROMA - «Mi metterei in stand-by finché non si parli di un'Europa dei popoli che oggi non c'è e delle regioni, dove dialogherei con la Baviera, la Catalogna, la Bretagna e la Scozia. Ad oggi abbiamo un'Europa che non esiste e che è solo un'espressione geografica. Se poi andasse avanti la sciagurata ipotesi di adesione della Turchia all'Ue... ci sarebbe poco da dire e poco da fare». L'europarlamentare leghista Matteo Salvini si dice favorevole ad un uscita dell'Italia dall'Europa comunitaria.

» Io ragiono - ha detto Salvini ad Affaritaliani.it - in termini di costi-benefici. L'anno scorso l'Europa è costata agli italiani 14 miliardi di euro e ne abbiamo ottenuti indietro meno della metà, anche in parte per l'incapacità degli amministratori del Sud di spendere». Il rapporto costi-benefici, che deve interessare qualunque amministratore pubblico, per il momento tende a nostro sfavore».

«Siamo in deficit nel rapporto costi-benefici e se a questo si aggiunge che un caso di emergenza come questo, quello dei clandestini, non è abbastanza emergenza... allora siamo cornuti e mazziati. Oltre a costarmi - ha proseguito- l'Europa mi prende anche in giro. Perciò non trovo una bestemmia riflettere se convenga star dentro o uscire, cosa che per altro è prevista dal Trattato di Lisbona, perché non stiamo parlando di un Cpt ma di un organismo che abbiamo fondato e a cui abbiamo aderito, ricordo e sottolineo, senza un referendum dato che la nostra anziana Costituzione impedisce un voto popolare su questioni europee. Quindi non penso assolutamente che riflettere se continuare a restare in questo consesso sia come bestemmiare in chiesa» L'elenco dei motivi di insoddisfazione per l'Italia rispetto alla Ue, secondo Salvini, sono infatti parecchi. «I diritti dei produttori e anche dei consumatori sono ben poco considerati da Bruxelles e dall'Ue», ha detto. E «recentemente è stata bocciata da parte del Consiglio europeo la proposta di evidenziare le origini dei prodotti tessili da mettere in etichetta. Settimana scorsa sono scaduti i dazi sulle calzature importate dal Sud-Est asiatico e non li hanno rinnovati. L'anno scorso è stato il primo anno in cui ai pescatori delle nostre coste, e penso soprattutto alla Liguria, è stato impedito di pescare i bianchetti perché una direttiva europea - dopo qualche secolo - ha deciso di impedirlo».

Inoltre, «dalla questione delle quote latte alla difesa della nostra agricoltura e del settore manifatturiero», l'elenco di Salvini si allunga. «Senza dimenticare gli autotrasportatori e i nostri maestri di sci che subiscono la concorrenza sleale di altri. Poi ricordo le posizioni dell'Ue a favore degli alimenti ogm e i numerosi richiami all'Italia per la mancanza di libertà. E infine il tema dei respingimenti e dei diritti dei rom. Gli esempi sono centinaia».

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