18 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Razzismo

Carfagna: Insulti razzisti reato da perseguire

Segnalati alla Procura cori contro giocatrice basket

ROMA - «Il razzismo non è soltanto un fenomeno inaccettabile, ma, soprattutto, un reato. Ciò vale sempre, a maggior ragione dentro gli stadi o i palazzetti dello sport: il fatto che ingiurie di stampo razzista siano proferite in luoghi dove sono presenti molti bambini e ragazzi, oltre alla rilevanza penale, assume anche un carattere altamente diseducativo. L'Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità ha quindi segnalato alla Procura competente il caso degli insulti contro una giocatrice nel corso di una partita di basket». Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sull'episodio che ha visto come vittima Abiola Wabara, giocatrice in A1 di pallacanestro, nel corso di un incontro di playoff a Casnate, in provincia di Como.

PUNIRE CON SEVERITÀ - «Sono certa - aggiunge Carfagna - che il colpevole sarà individuato e punito con severità. Tali reati non restano impuniti e lo dimostra un processo per ingiurie aggravate dalla finalità di odio razziale cominciato proprio oggi a Tivoli che vede imputato un uomo che ha insultato un atleta di colore», conclude il Ministro.
Grazie ad un accordo siglato proprio ieri tra il direttore dell'Unar, Massimiliano Monnanni, e quello di Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori della Direzione centrale della Polizia di Stato, il prefetto Francesco Cirillo, l'Ufficio può segnalare direttamente alle forze dell'ordine episodi di razzismo denunciati dai cittadini.