28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Emergenza immigrati

Notte all'aperto per 200 tunisini a Manduria

Il vice Prefetto glissa: «Sono qui di passaggio». I manifestanti chiedono garanzie sulla loro richiesta di asilo

MANDURIA - Hanno passato la notte all'addiaccio, all'esterno della tendopoli di Manduria proprio a ridosso della strada provinciale che collega Manduria a Oria, gli immigrati che da ieri pomeriggio stanno protestando nei confronti del governo italiano. Nel pomeriggio e per tutta la serata di ieri il questore di Taranto Enzo Mancini ha tentato tutte le strade pur di far rientrare la protesta, ma ogni suo tentativo è stato vano. La trattativa è andata avanti fino a tarda notte ma senza alcun risultato, così alla fine circa duecento immigrati hanno preferito rimanere all'esterno della tendopoli, controllati a vista da un centinaio di agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa.

I manifestanti chiedono garanzie sulla loro richiesta di asilo ancora da presentare ufficialmente, ed una accelerazione delle loro pratiche per eventuali permessi di soggiorno temporanei; dalle prime ore dell'alba è stato rinforzato con altri cento agenti appartenenti ai reparti mobili di carabinieri e polizia di stato il cordone di sicurezza davanti al campo, e non si esclude qualche azione di forza per riportare all'interno del campo i manifestanti.

Intanto i volontari e i ragazzi dei centri sociali continuano a dare manforte agli immigrati. Hanno trascorso con loro tutta la notte e si sono fatti carico dei loro problemi, anche se continuano ad incitarli a chiedere «Asile e libertè».

Non si sbilancia sulla situazione il vice prefetto Michele Campanaro, responsabile unico della struttura per conto del ministero dell'Interno: interpellato dai giornalisti e dai rappresentanti della associazioni umanitarie sulle condizioni del campo e degli immigrati, Campanaro, funzionario della prefettura tarantina, ha glissato: «Io sono qua di passaggio, non so com'è la situazione, non mi occupo di queste cose».