Cronaca dei vincitori e vinti della giornata politica
Il Consiglio dei ministri ha invece repentinamente approvato il decreto per il federalismo municipale. Battibecco fra Fini e Vespa durante la registrazione di Porta a Porta
Poiché la Libia continua ad essere una spada di Damocle sospesa sull’Italia il governo è passato al contrattacco dando il via libera ad alcune misure urgenti. Il Ministro Frattini, dopo il Consiglio dei ministri tenuto nelle prime ore della mattinata ha annunciato che è in allestimento una missione umanitaria destinata in territorio tunisino per soccorrere le decine di migliaia di rifugiati che si accalcano il quella zona. Alla missione parteciperanno forze aeree e navali e verrà allestito un campo per l’assistenza alimentare e sanitaria. Per riportare nei loro luoghi di origine i profughi, in gran parte egiziani la «Grimaldi» ha messo a disposizione anche un traghetto in grado di trasportare 1500 persone.
Intanto contro Gheddafi, che oggi non si è fatto sentire, sono scattate le sanzioni: da oggi è entrato in vigore il blocco dei beni dei sei principali componenti della famiglia e di 20 stretti collaboratori del regime libico.
«Questa mattina nel corso del Consiglio dei ministri non si è parlato delle quote azionarie detenute da società libiche in alcuni gruppi italiani» E’ stata la risposta del nostro ministro degli esteri a chi gli chiedeva la posizione dell’Italia rispetto alle sanzioni decise dall’Unione Europea. Come si ricorderà, più o meno direttamente, Gheddafi detiene consistente pacchetti azionari di gruppi strategici italiani come Unicredit e Finmeccanica, oltre ad una quota della proprietà della Juventus».
Il Consiglio dei ministri ha invece repentinamente approvato il decreto per il federalismo municipale dopo la fiducia ottenuta ieri alla Camera. Il ministro Calderoli ha manifestato la sua soddisfazione, ma subito dopo ha dovuto fare fronte ad una contestuale alzata di scudi delle Regioni che accusano il governo di non avere rispettato i patti assunti sul federalismo regionale: «Così salta tutto», ha minacciato Vasco Errani al termine della Conferenza Stato- Regioni. «Manterremo gli impegni presi, non c’è problema», la replica del ministro della Semplificazione.
Oggi la Lega è stata al centro anche di un episodio che ha sollevato molte proteste. Davanti ad una discoteca di Vicenza è stato bruciato un manichino con le sembianze di Garibaldi definito «Eroe degli immondi». Il governatore Zaia ha preso le distanze, ma l’ eurodeputato, Mario Borghezio, per non smentirsi, ha definito «divertente» l’episodio. Poi, per rincarare al dose ha affermato che le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono una pagliacciata carnevalesca.
A sorpresa, per restare in casa leghista, il sindaco di Verona, Tosi, ha deciso di aderire alle celebrazioni.
«Una volta conoscevo Tosi come il più verde di tutti, si vede che si è convertito ed è diventato italiano», il commento non amichevole di Calderoli, che ha colto l’occasione per ribadire che lui e Maroni sono «pappa e ciccia». E’ stata una precisazione che in molti ha suscitato pensieri opposti alle intenzioni del ministro.
Oggi è stata la giornata dei battibecchi. Quello più colorito si è verificato fra Fini e Vespa durante la registrazione di Porta a Porta. Il giornalista ha stuzzicato il Presidente della Camera. Fini ha risposto accusando Vespa di essere troppo intimo di Berlusconi, infine ha perso la pazienza e ha detto: «Pensavo che fosse un giornalista più corretto». Vespa, più tardi ha dato questa spiegazione: » Ce l’ha con noi dopo che abbiamo svelato per primi la faccenda di Montecarlo».
Botta senza risposta invece fra Di Pietro e Bersani: «Perché non vuoi De Magistris candidato a Napoli? , ha chiesto il leader dell’Idv. Silenzio da parte di Bersani che però ha detto ai suoi :» Andiamo avanti con il nostro candidato Mario Morcone»
La sfida fra Pd e Idv per la poltrona che oggi ha lasciato fra molti rimpianti Rosa Russo Iervolino a dire il vero confligge non poco con la rinnovate evocazione di una santa alleanza a sinistra per battere Berlusconi riproposta oggi dalla Finocchiaro, da Bersani e dallo stesso Di Pietro.
Intanto anche il centro destra si sta preoccupando della sorte di Napoli. Oggi Berlusconi ha visto il probabile candidato della coalizione: è Gianni Lettieri, ex presidente dell’Unione Industriali di Napoli.
Lettieri è stato accompagnato a Palazzo Grazioli da Nicola Casentino. Ecco come ha interpretato la presenza di Casentino al fianco di Lettieri, Laura Garavini del Pd: «E’ stato uno schiaffo alla commissione antimafia, Casentino è inquisito per camorra».
Scarso di complimenti è stato anche il dibattito odierno su quella che viene chiamata la proposta delle «targhe alterne» avanzata dal Pdl sulle trasmissioni di intrattenimento politico. «Tra talk show e programmi di approfondimento quelli di sinistra battono quelli di destra 8 a 0» ha spiegato Alessio Butti, il senatore del Pdl a cui si devono «le targhe alterne». Per Paolo Ruffini direttore di Rai3 i palinsesti non si possono decidere con gli atti di indirizzo. Più esplicita Lucia Annunziata: «E’ una cazzata per coprire l’assalto a Rai1».
Sui sindaci oggi è sceso in campo anche Grillo che ha presentato per il municipio di Milano una ragazzo di venti anni.
E sempre nel capitolo spazio ai giovani rientra anche la nomina di Renzo Bossi a responsabile dei media della Lega.
Infine Calderoli in serata ha lanciato l’immunità federalista che dovrebbe valere, oltre che per il premier, anche per sindaci e governatori.
Sempre in tema di immunità e dintorni è spuntata anche la «prescrizione breve»: dovrebbero giovarsene gli incensurati e gli ultra sessantacinquenni.
Domani sapremo se queste forme di immunità «pret a porter» avranno fatto proseliti.