6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
Inaugurazione dell`anno giudiziario amministrativo

De Lise: cauto ottimismo su smaltimento arretrato

Il Presidente del Consiglio di Stato: «Ma la situazione degli organici rende difficile ulteriore abbattimento»

ROMA - L'arretrato del contenzioso amministrativo è in diminuzione: lo ha annunciato il presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise nella sua relazione annuale in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario amministrativo. I dati «sono motivo di soddisfazione ed inducono ad un cauto ottimismo», ha detto. «Basti pensare - ha spiegato - che nel 2010 sono pervenuti al Consiglio di Stato quasi 8.000 ricorsi avverso sentenze e oltre 3.000 avverso ordinanze cautelari; siamo riusciti comunque ad abbattere l'arretrato di circa 3.000 pendenze. Parimenti positivo è il bilancio del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana. Con riferimento ai Tribunali amministrativi regionali, nell'anno 2010 sono pervenuti oltre 56.000 ricorsi e ne sono stati definiti quasi 180.000, con una differenza in positivo di circa 124.000 ricorsi».

«Per questi risultati - ha proseguito De Lise - è doveroso rendere merito allo spirito di sacrificio dei magistrati e del personale amministrativo, che con professionalità e dedizione riescono a superare i numerosi problemi che quotidianamente si presentano. Non è un caso che, da una fonte ufficiale quale l'Associazione dei Consigli di Stato dell'Unione europea, risulta che il livello di produttività della Magistratura amministrativa italiana è più elevato delle magistrature di molti altri Paesi. Se numerosi sono stati i ricorsi definiti sia in primo che in secondo grado, non posso non rilevare che l'arretrato è ancora considerevole. Al Consiglio di Stato risultano pendenti 22.700 ricorsi circa, al Consiglio di Giustizia amministrativa circa 800 e presso i TAR poco più di 500.000».

«L'attuale situazione degli organici - ha ammonito il presidente De Lise - rende difficile un ulteriore sostanziale abbattimento dell'arretrato e questa situazione si scontra con la necessità - sempre più pressante - di garantire una giustizia innanzitutto celere».