27 luglio 2021
Aggiornato 02:00
Belpietro

Per l'agguato è caccia all'uomo con l'identikit

Il direttore di Libero: «il clima non è dei più favorevoli»

ROMA - Il clima che si respira nella politica in queste settimane «non è dei più favorevoli». Il direttore di Libero Maurizio Belpietro, che giovedì sera ha subito un tentativo di aggressione armata mentre rientrava a casa, intervistato dal Tg1 e dal Tg de La7, spiega: «Non voglio accusare nessuno, non voglio dire che è il clima di queste settimane. Certo, mi limito ad osservare che c'è un clima che non è dei più favorevoli, se tu racconti dei fatti diversi sei un nemico da abbattere...».
La Digos ha diffuso l'identikit del sospettato sulla base delle indicazioni fornite dal caposcorta di Belpietro, l'unico a vedere l'aggressore, il quale gli ha puntato contro una pistola che non ha sparato, forse inceppata.

E' bipartisan la solidarietà ma sono scoccate scintille fra Pdl e Italia dei Valori. Fabrizio Cicchitto ha puntare il dito contro «il linguaggio violento usato nelle piazze, in Parlamento e in televisione». Il riferimento è ad Antonio Di Pietro. Non si fa attendere la risposta del portavoce Idv Leoluca Orlando: «L'estrema gravita di quanto accaduto ci impone di ignorare le ignobili provocazioni di Cicchitto».

La ricostruzione - Sarebbe stata la voglia di fumarsi una sigaretta a fine servizio, a permettere al caposcorta di Belpietro di intercettare casualmente intorno alle 22.40 di giovedì sera l'aggressore, appoggiato alla ringhiera del quarto piano delle scale del palazzo di Milano dove al piano superiore vive il direttore di Libero. Il caposcorta ha sceso le scale invece di prendere come di solito l'ascensore. L'uomo, 40 anni circa, gli ha puntato una pistola semiautomatica tipo Beretta e ha premuto il grilletto facendo solo «clic», poi è fuggito.