23 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Il caso ROM

Berlusconi: l'UE consulti gli Stati prima di criticare

Le fonti raccontano del suo sostegno alle ragioni francesi. A Bruxelles premier in ritardo ma incassa seduta su immigrazione

BRUXELLES - Nicolas Sarkozy giura che Silvio Berlusconi è «d'accordo» con lui, fonti spagnole spiegano che l'intervento del premier italiano al Consiglio Ue di Bruxelles sia stato a sostegno della posizione francese. La nota diramata dalla Farnesina a nome del governo mette nero su bianco quella che già in mattinata era la lettura che fonti governative davano dell'intervista del premier italiano ieri a 'Le Figaro' sui rimpatri dei Rom: Berlusconi, anche al Consiglio europeo di oggi, «ha sottolineato la necessità di una forte politica europea in materia di immigrazione e di circolazione delle persone, improntata al rispetto delle leggi, al principio di solidarietà dei Paesi membri e al principio di leale collaborazione fra istituzioni comunitarie e Stati membri».

Quanto allo scontro tra Sarkozy e la commissaria Ue Viviane Reding, il premier ha auspicato una «paziente consultazione» tra la Commissione e gli Stati interessati «prima di adottare iniziative che possano sembrare improntate a critica o contestazione di comportamenti adottati dagli Stati membri nel rispetto delle leggi e dei regolamenti comunitari».

Prima della nota, per ricostruire la posizione italiana nello scontro verbale («Durissimo», raccontano diverse fonti) tra Sarkozy e il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso, ci si poteva affidare solo alle fonti straniere, stante il silenzio scelto dal premier italiano ed esteso anche alla delegazione: nessuna conferenza stampa, nessuna dichiarazione, neanche un briefing affidato ai funzionari di palazzo Chigi.

Solo una battuta sul problema all'aereo di Stato che lo ha costretto ad un atterraggio d'emergenza a Linate, facendolo arrivare con quasi due ore di ritardo ai lavori del Consiglio: «Nessuna paura, solo un'incrinatura al parabrezza. Tutto qui». Ma se Berlusconi preferisce non prendere una posizione esplicita nel merito delle espulsioni, il sostegno a Sarkozy è evidente nel riferimento ai comportamenti adottati «nel rispetto delle leggi comunitarie» e nell'invito ad affrontare in sede comunitaria il tema: in silenzio dunque il premier incassa la seduta straordinaria del Consiglio Europeo che sarà dedicata al tema, e coglie l'occasione per tornare su un suo vecchio cavallo di battaglia, cioè la maggiore cautela, se non addirittura il silenzio, dei commissari europei rispetto alle scelte dei Paesi membri.

Ieri Berlusconi aveva bacchettato la commissaria europea Viviane Reding, sostenendo che «avrebbe fatto meglio a trattare l'argomento in privato con i dirigenti francesi, prima di esprimersi pubblicamente come ha fatto». Oggi auspica una «paziente e dettagliata consultazione» con i Paesi interessati «prima» che gli organismi comunitari critichino le misure di un Paese membro. Ma già in passato il premier aveva ipotizzato che fosse solo il presidente a prendere posizione, riducendo al silenzio i commissari. Concetto che Berlusconi, riferiscono fonti straniere, avrebbe ribadito anche al Consiglio di oggi, chiedendo anche di calendarizzare una discussione sul tema.

Ma se il silenzio di Berlusconi sul tema dei Rom è stato compensato dalla nota della Farnesina, nessun commento arriva sull'altro tema caldo del giorno, il primo giro di nomine dei rappresentanti diplomatici della Ue, che ha visto l'Italia assegnatasi Albania e Uganda. L'unica battuta che trapela da fonti governative invita ad aspettare la chiusura della partita prima di tracciare un bilancio: «Ci sono ancora sedi importanti da assegnare» e soprattutto «ci sono le posizioni di segretario, vice segretari e direttori generali». p>