3 dicembre 2020
Aggiornato 05:00
Roma Capitale

Nasce l'Assemblea capitolina

Restano 12 assessori, non più di 15 municipi. L'Assemblea sarà l'organo di indirizzo politico e amministrativo e si rafforza il rapporto con la Giunta

ROMA - Nasce l'Assemblea capitolina, si rafforza il rapporto con la Giunta ma su indennità e funzioni si rinvia ad un successivo decreto, da emanare entro maggio quando scade la delega. Questi i punti principali del decreto legislativo su Roma capitale, che sarà approvato in Consiglio dei ministri domani.
Dal Consiglio comunale si passa all'Assemblea capitolina, di cui fanno parte il sindaco e i consiglieri (oggi 60, poi 48). L'Assemblea sarà l'organo di indirizzo politico e amministrativo e si rafforza il rapporto con la Giunta i cui assessori, che restano 12 potranno tornare in Assemblea in caso di dimissioni dall'incarico.

Nel testo si rafforza l'autonomia della Giunta, così come previsto nelle condizioni del parere favorevole approvato oggi dalla Commissione bicamerale per il federalismo: l'esecutivo capitolino dovrà infatti dotarsi di propri regolamenti sull'ordinamento generale degli uffici e dei servizi, in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione, secondo i principi di professionalità e responsabilità. Tra le condizioni che il decreto recepirà, il prevedere strumenti di consultazione e partecipazione, anche permanenti, per promuovere il confronto tra l'amministrazione e i cittadini. Nel testo anche la possibilità che il sindaco sia ascoltato in Consiglio dei ministri nel caso vi siano all'ordine del giorno argomenti relativi alle funzioni di Roma capitale. Infine i municipi, che non potranno essere più di quindici.
Sulle indennità e le funzioni si rinvia tutto ad un successivo decreto, che il Governo dovrebbe definire entro maggio, quando scade la delega di quello attuale. Poi l'Assemblea approverà lo Statuto speciale di Roma capitale.