9 dicembre 2019
Aggiornato 05:30
Il caso

«Ambrosoli se l'è cercata». Andreotti si scusa: «frainteso»

Il Pd: «Agghiacciante». L'Idv: «Napolitano gli revochi il seggio di senatore a vita». Il figlio: «Non so se le parole del senatore rappresentino un sentire comune»

ROMA - Giulio Andreotti di nuovo al centro di una bufera politica: il caso è esploso dopo che il Corriere della Sera ha rivelato che il senatore a vita ha detto che Giorgio Ambrosoli «se l'andava cercando», nel corso di una intervista concessa a Giovanni Minoli per il programma 'La storia siamo noi'. La frase incriminata: «Certo è una persona - ha affermato Andreotti - che in termini romaneschi se l'andava cercando». L'avvocato Ambrosoli, liquidatore della Banca privata di Michele Sindona, fu ucciso l'11 luglio 1979 da un sicario. Per quell'omicidio Sindona fu condannato all'ergastolo due giorni prima di morire avvelenato in carcere. Dalla storia di Ambrosoli fu tratto il libro di Corrado Stajano 'Un eroe borghese', che nel 1995 diventò anche un film diretto da Michele Placido.

Dure le reazioni politiche, Sonia Alfano dell'Idv ha chiesto addirittura al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «la revoca a Giulio Andreotti del mandato vitalizio di senatore, essendo certo che egli ha accertate qualità criminali ma non gli 'altissimi meriti' nel campo sociale, previsti dall'articolo 59 della Costituzione». Alla fine Andreotti non si è scusato ma si è giustificato spiegando di essere stato vittima di un «grave fraintendimento».

PD: «Agghiacciante» - Il Pd, a proposito dell'affermazione del senatore a vita pronunciata durante un'intervista per la trasmissione «La Storia siamo Noi» e riportata dal Corriere della Sera, parla di «battuta agghiacciante». «Andreotti si conferma campione del machiavellismo politico - afferma il democratico Franco Monaco. - Non sorprende che, tra Sindona e Ambrosoli, scelga il primo».

Il figlio Umberto - «Non so se le parole del senatore Andreotti rappresentino un sentire comune. Francamente ho la sensazione opposta» commenta Umberto, il figlio di Giorgio Ambrosoli. «Il mondo economico finanziario - aggiunge a Radio24 - ha fatto tesoro di quella esperienza per cambiare qualcosa, il mondo politico sembra non aver fatto nulla di quell'esperienza».