12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Politica & Giustizia

Berlusconi invia Alfano al Colle

Il premier vede i «falchi» del Pdl: «Anche se Fini rompe abbiamo i numeri»

ROMA - Nessuna voglia di elezioni anticipate, determinazione ad andare avanti sui 5 punti programmatici individuati durante l'estate. Su un accordo con Gianfranco Fini ormai Silvio Berlusconi da tempo non fa più affidamento, ma sarebbe sicuro che in parlamento ci sarà una maggioranza anche in caso di 'strappo' del cofondatore del Pdl. Insomma ci sarebbero pronti i finiani dissidenti: col premier lo descrive convinto.

Anche sul processo breve, dunque, Berlusconi non avrebbe ha alcuna intenzione di trattare con il presidente della Camera. Meglio rivolgersi ancora più in alto, come ha fatto ieri il Guardasigilli Angelino Alfano che - dopo giorni di continue riunioni a palazzo Grazioli - è salito al Quirinale per illustrare - a quanto viene raccontato - direttamente a Giorgio Napolitano le possibili modifiche al testo approvato dal Senato.

Insomma, dal discorso che Fini terrà a Mirabello domenica, Berlusconi non si attende grandi novità. «Un partito non potrà annunciarlo - ragiona un altro ministro - perchè aprirebbe una faida all'interno del suo gruppo; il Governo non può scaricarlo, perchè tradirebbe il mandato degli elettori». E allora, «potrà solo tornare a dire che vogliamo cacciarlo dal Pdl».

Se con qualcuno bisogna discutere, invece, sono i finiani. Perchè la convinzione è che in caso di strappo definitivo di Fini, la pattuglia dei parlamentari a lui vicini si ridurrebbe. C'è nel Pdl chi addirittura già fa i numeri, conta fino a 16 i finiani che non seguirebbero il Presidente della Camera.