16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
La crisi nel centrodestra

Cota: non chiedevamo il voto a tutti i costi

Il governatore del Piemonte: «Ma no all'Udc. Oggi abbiamo ribadito che non c'è spazio per cose poco chiare»

TORINO - «Abbiamo sempre detto che la maggioranza era quella scelta dal popolo e quella di Lega e Pdl è una maggioranza che ha vinto le elezioni su un programma e su un presidente del Consiglio che aveva addirittura il nome scritto sulla scheda. Non si può nè si deve uscire da questo binario, se no si tradirebbe il mandato popolare e si riprenderebbe la prassi da prima repubblica, incompatibile con la semplificazione che c'è stata». Così il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota (Lega) alla trasmissione In onda su La7 alle 20 e30 commenta l'esito del vertice odierno tra Bossi e Berlusconi, a cui ha partecipato.
«Non chiedevamo a tutti i costi il voto - ha spiegato Cota - Bossi ha messo tutti di fronte alla realtà. O hai i numeri o si va al voto, perché non c'è alternativa, la gente non vuole i pasticci e oggi abbiamo ribadito che non c'è spazio per cose poco chiare».

Per il governatore del Piemonte un'alleanza con l'Udc è impossibile per quattro motivi. «Primo - argomenta Cota - siamo già stati dal 2001 al 2006 con loro e sono stati anni difficili, l'Udc spesso si è messa come partito di traverso. Poi, l'Udc si è presentata come opposizione a queste elezioni ha un programma diverso e la scelta degli elettori va rispettata. Terzo ha votato contro il federalismo fiscale, che non è una cosa di poco conto ma punto centrale del programma elettorale, fondamentale per noi».
«Quarto - ha concluso Cota - in Piemonte l'Udc alle scorse regionali era contro di noi, contro Lega e Pdl e sosteneva una candidata (Mercedes Bresso, ndr) con dei valori molto diversi, incompatibili».