29 agosto 2025
Aggiornato 21:00
Deragliamento Napoli

Parla il macchinista: non telefonavo nè sono fuggito

L'uomo parla in esclusiva al «Mattino»: uo visto la morte in faccia, ma ho agito correttamente

NAPOLI - Poco prima del deragliamento del treno della Circumvesuviana, venerdì scorso a Napoli, costato la vita a un 71enne, «non è vero che ero al telefono», nè che subito dopo lo scontro «sono fuggito». A parlare, in esclusiva su Il Mattino di Napoli, è il macchinista del convoglio, Giancarlo Naso, 45 anni, ora indagato per disastro ferroviario e omicidio colposo.

«Lasciatemi tranquillo per favore, sono ancora sotto choc. Non riesco a togliermi dagli occhi quelle scene terribili. Ho visto la morte. Sono profondamente colpito da quanto è accaduto - dice - Ma le cose non sono andate come dicono. Non credete che per me sia facile, ma la mia coscienza è tranquilla perché io ho agito in modo corretto».

«Non permetterò nessun tipo di speculazione su di me o sul mio operato. Sono confuso e disorientato, come credo lo sarebbero tutti nella mia situazione, ma sono anche tranquillo», continua Naso, che riguardo alle testimonianze di qualche passeggero che ha detto di averlo vista parlare a telefono con qualcuno poco prima del deragliamento dice: «Le cose non sono andate così. Ma lo chiarirà ben presto il mio legale nelle sedi competenti. Il resto sono solo chiacchiere». Anche su una sua fuga in seguito allo scontro è chiaro: «Non è vero. Come ho detto anche in commissariato, nonostante lo choc e la confusione ho cercato di aiutare i passeggeri. Poi come gli altri sono stato medicato al San Giovanni Bosco».

«Ho già chiarito davanti ai magistrati e alla polizia che ho rispettato tutte le norme previste dal regolamento in materia di sicurezza. Non posso dire altro».