29 agosto 2025
Aggiornato 21:00
Russia in fiamme

Spento l'incendio vicino impianto atomico

Ma Mosca soffoca. Attorno alla capitale russa si moltiplicano gli incendi. Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a 52 morti

MOSCA - Il ministero russo della Difesa ha annunciato lo spegnimento dell'incendio che minacciava da giorni il centro nucleare di Sarov, 500 chilometri a Est di Mosca, dove per fermare le fiamme i militari hanno dovuto abbattere ampie porzioni della foresta tutto attorno al laboratorio. Ma per una buona notizia che giunge dal fronte degli incendi, altre di segno contrario confermano che l'emergenza non è affatto rientrata. La capitale russa resta avvolta in una micidiale nube di fumo e smog, e nelle ultime 36 ore i roghi attorno alla città si sono moltiplicati, a causa dell'inavvertenza dei 'turisti del fine settimana', che accendono fuochi e griglie nelle campagne arroventate, senza curarsi delle conseguenze.

Il livello di monossido di carbonio resta 6,6 volte oltre i livelli di guardia e chi può lasciare la città lo fa: i russi riparano a Pietroburgo o nelle province risparmiate dal fuoco, gli stranieri tornando nei Paesi di origine. Gran parte dei residenti stranieri, italiani compresi, è fortunatamente già partita per le ferie. Ma anche ai turisti che progettavano un viaggio a Mosca la Farnesina consiglia di rinunciare, almeno fino al miglioramento della situazione metereologica, non previsto tuttavia sino a mercoledì.

Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a 52 morti, anche se le autorità ammettono che la mortalità a Mosca ha subito un'impennata proprio a causa delle anomale condizioni meteorologiche. «Per una completa analisi del quadro dovremo attendere qualche giorno», dichiara oggi a Interfax il capo dell'authority per i consumatori, Tatyana Popova, non confermando il 50% di decessi in più a luglio, citato dal ministero delle Emergenze nei giorni scorsi.