Investe pedone e fugge ad Alcamo, pirata incastrata da telecamere
La ragazza 24enne con amici e parenti voleva «insabbiare» tutto
ROMA - Corse a folle velocità, anche a causa dell'abuso di alcol, che sfociano in tragedia, nella morte di un uomo di 45 anni, un pedone, investito in strada. Con i colpevoli, tutti giovanissimi - la 'pirata' è una ragazza di 24 anni - perfettamente consci di avere ucciso una persona e che non pensano ad altro che a fare sparire le tracce dell'incidente, con parenti compiacenti che si mettono d'accordo per mentire e dare versioni 'omologate' dei fatti qualora ce ne fosse bisogno. Una storia di inciviltà e di indifferenza, accaduta l'11 giugno scorso ad Alcamo dove un uomo, Vito D'Alcamo, è stato investito sulla provinciale 55 mentre si recava nella propria auto al termine di una serata trascorsa con amici. Ovviamente il pirata della strada è fuggito e l'uomo è giunto all'ospedale già morto.
Le indagini hanno portato i carabinieri a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza di edifici privati poste lungo la strada, per ricostruire la «pista» seguita dagli investitori che, secondo i testimoni, viaggiavano su una vettura di dimensioni contenute e di colore scuro che procedeva ad una velocità definita «folle». Le indagini si sono concentrata sull'arrestata e sul suo gruppo di amici. Messi alle strette dopo una reticenza iniziale molto forte, uno ad uno i ragazzi che erano a bordo delle autovetture coinvolte hanno ammesso le proprie responsabilità ricostruito l'esatta dinamica dei fatti. Che ha dell'incredibile: la sera del 10 giugno erano usciti per divertirsi e bere, poi si sono messi alla guida di due auto per dirigersi ad una festa ad Alcamo Marina. La prima delle due autovetture era guidata dall'arrestata, Antonietta Rizzo e aveva due passeggeri a bordo, la seconda era composta da altri due amici.
Le due auto percorrevano la provinciale 55 ad elevata velocità e la Rizzo, probabilmente ubriaca, ha investito l'uomo. Senza fermarsi. L'auto si è fermata solo dopo qualche chilometro e solo perchè uno dei passeggeri si era ferito. Dopo essersi 'divisi' e dati appuntamento altrove, si sono ritrovati a casa della Rizzo che, ricostruiscono i carabinieri, «palesò la piena consapevolezza di avere ucciso il pedone investito e immediatamente propose di bruciare l'autovettura per fare sparire le tracce dell'incidente». Poi la ragazza cambia idea, convinta anche da alcuni parenti e decide di rivolgersi a conoscenti compiacenti per fare riparare i danni all'auto la stessa notte dell'incidente. Tutti i partecipanti alla 'riunione' concordano una univoca e falsa versione dei fatti da raccontare eventualmente alle autorità.
La 24enne si rifugia presso l'abitazione di alcuni conoscenti in provincia di Caltanissetta per diversi giorni, prima di fare ritorno ad Alcamo. Nei giorni successivi i giovani hanno partecipato, anche con alcuni parenti della Rizzo, a riunioni avvenute in luoghi discreti ed isolati per concordare meglio una comune versione dei fatti. L'auto, una Peugeot 106 , è stata sequestrata dai carabinieri che hanno appurato l'avvenuta sostituzione del parabrezza e delle fasce laterali e la presenza di frammenti di cristalli sulla tappezzeria. L'auto verrà esaminata anche dai tecnici del Ris. Cinque persone sono state denunciate a piede libero per i reati di concorso in omissione di soccorso e favoreggiamento personale: 4 di questi viaggiavano sulle auto coinvolte nell'incidente, il quinto è l'autore delle riparazioni sull'auto. La ragazza, di 24 anni, indagata per i reati di omicidio colposo aggravata ed omissione di soccorso, è stata messa ai domiciliari.