18 giugno 2021
Aggiornato 18:00
Cronaca

Asilo Cip e Ciop, pronte nuove querele dei genitori dei bimbi

«Non fu una follia di 10 giorni», dopo nuovo video maltrattamenti

FIRENZE - I genitori dell'asilo 'Cip e Ciop' di Pistoia annunciano nuove querele per altre persone che collaboravano, presumibilmente, alle attività dell'asilo, divenuto tristemente famoso per le vessazioni esercitate dalle maestre sui piccoli, senza neanche averne i titoli. I genitori sono sentiti chiedere spesso, in questi sette mesi, come mai non avessero denunciato prima quello che avveniva all'interno del cosiddetto «asilo degli orrori», come mai, in sostanza, non se ne fossero accorti prima. Anche per rispedire al mittente queste accuse, i genitori coinvolti nella vicenda del cosiddetto «asilo degli orrori», chiuso ai primi del dicembre 2009, hanno annunciato di aver presentato nuove querele contro altre persone, senza ulteriori precisazioni, né in merito alla loro identità né alla quantità.

In un secondo video trasmesso, per ora, solo da un media televisivo, a quanto risulta, compaiono altre persone che erano quantomeno testimoni dei maltrattamenti inferti ai bambini. Per queste, accusate di non muovere un dito, i legali dei genitori ipotizzano i reati di «omissione di soccorso» e di «concorso di reato». Quello che, in breve, i genitori contestano, sia pur con toni pacati, all'opinione pubblica e all'informazione, e di essersi concentrate quasi unicamente sulle figure della Scuderi e della Pesce. «Certo non esitiamo a definirle carnefici dei nostri bambini - commenta Ilaria Maggi - ma questa storia non può riguardare solamente loro».

E c'è anche un problema, per così dire, temporale: «i comportamenti violenti delle due donne - incalza Simona Azzarà - non possono essere il frutto di un periodo di stress, qualcosa di passeggero». E quanto dice la madre fa pensare alla linea della difesa. «Al contrario, si vede bene, in una ripresa, che, a un certo punto, con un semplice gesto della mano, un bambino, e sottolineo un bambino di due anni e mezzo, capisce immediatamente di dover andare in punizione, nella terribile stanza del buio». Quanto riportano i video, sostengono i genitori, fa pensare ad un perverso ingranaggio, fatto di comandi, maltrattamenti e punizioni, che doveva aver avuto per forza i suoi tempi, prima di funzionare in questo modo.