30 maggio 2020
Aggiornato 12:00
Cronaca

A Genova la banda delle salme

Coinvolti quattro becchini del cimitero di Staglieno. Indagati per furti sui cadaveri

GENOVA - Aprivano le tombe per razziare bare pregiate, lapidi preziose, ed eventuali oggetti preziosi. Ma soprattutto per depredare i cadaveri e recuperare pezzi di metalli pregiati dalle salme stesse dei defunti: quelli usati per le dentiere e per le protesi in acciaio o in titanio. La ripugnante vicenda è oggetto dell'indagine della Procura di Genova contro quattro lavoratori del cimitero monumentale di Staglieno. L'inchiesta, si legge sul sito del quotidiano di Genova, il Secolo XIX, è stata affidata dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico al sostituto procuratore Vittorio Ranieri Miniati, ed è condotta dai carabinieri del comando provinciale del capoluogo ligure.

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