25 aprile 2024
Aggiornato 07:30
Casini sul ddl intercettazioni: va cambiato completamente

Montezemolo: basta fare gli spettatori, scendere in campo

Duro attacco al convegno dei giovani imprenditori: «Serve classe dirigente che sappia prendere posizione»

SANTA MARGHERITA LIGURE - E' un Montezemolo in versione kennedyana, quello che ha arringato e dispensato consiglio alla platea dei giovani imprenditori: non chiederti quello che il paese può fare per te, ma quello che tu puoi fare per il tuo paese. In un'Italia «bloccata» dalla crisi e dagli eccessivi costi della politica «non ci si può solo lamentare», ma è necessario salire sul ring per «dare un contributo affinché le cose cambino effettivamente». Il past president di Confindustria ha indicato una strada: il paese ha bisogno di riforme, di pochi grandi progetti per rilanciare lo sviluppo e tornare a crescere. Temi di cui si discute da almeno dieci anni. Una «amara conclusione», quella a cui è giunto Luca Cordero di Montezemolo, che però ha avvertito: «Pensare che i problemi dell'economia siano tutti addebitabili alla politica e sbagliato e limitativo».

CLASSE DIRIGENTE - Quindi, l'invito alla classe dirigente italiana, a partire dagli imprenditori, ma anche alla società civile, a tirare fuori il «coraggio di prendersi le responsabilità». L'attacco alla classe politica è stato forte, netto. Montezemolo ha sottolineato che la politica ha perso credibilità tra i cittadini, ormai disorientati. Tuttavia, il momento di crisi economica non è ancora passato. Siamo in una fase ancora molto delicata e, pertanto, per l'ex presidente degli industriali è necessario che il Governo vada avanti nel suo lavoro fino alla fine della legislatura.
Secondo Montezemolo «non possiamo essere sempre in tribuna e dire solo le cose che non vanno», che pure sono tante: in particolare i costi della politica. Il past president di Confindustria ha rivolto un appello agli italiani per «spingere verso il cambiamento». E per fare questo ha auspicato «meno liti, più bene comune e responsabilità».

INTERCETTAZIONI - Parlando poi del ddl intercettazioni Montezemolo lo ha definito «una legge non ben fatta»: «La politica sta perdendo credibilità agli occhi degli italiani. Leggiamo ogni giorno sui giornali cose che non hanno niente a che vedere con la competitività del Paese. Non possiamo parlare solo di quanto guadagnano calciatori o i conduttori Rai, o di cose come la legge sulle intercettazioni che non è certo una legge ben fatta». Del provvedimento ha parlato anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: «Credo che sia un pessimo inizio e che la legge vada cambiata di tutto punto. Il nostro Paese è un Paese che ha mille problemi. E già lacerato e noi lo dividiamo ancora con un intento buono, quello di tutelare la privacy ma che produce un effetto concreto: rendere difficile ai magistrati le indagini contro i delinquenti e i malfattori e impedire che la stampa ne parli».