15 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Lui non si tira indietro

Milano: Celentano prossimo sindaco?

La proposta del «mollegiato»: abbattere tutte le case brutte e i grattacieli

MILANO - Fare ritornare il verde in quella via Gluck che gli è rimasta nella memoria e nella sua storia professionale come un marchio di fabbrica. Questo uno dei progetti che si può scommettere inserirebbe nel suo programma di sindaco, Adriano Celentano qualora accettasse l’invito che gli ha rivolto Mario capanna, l’ex leader del movimento studentesco milanese.
Celentano non ha detto sì, ma nemmeno no.

Insomma sul cammino di Letizia Moratti, alle prese fra un anno con la sua conferma a palazzo Marino, dopo Umberto Bossi, si profila l’ombra di un altro pezzo da novanta
Vedremo dunque Celentano con la fascia tricolore?
«E' un po' presto per dirlo - ha risposto l'ex ragazzo della via Gluck - anche perché mi sembra difficile da realizzare per tanti motivi. Non me ne viene in mente uno ma è difficile. Bisognerà vedere gli sviluppi, se viene fuori una cosa importante io potrei essere talmente responsabilizzato...». «Io - ha proseguito - non vorrei fare il sindaco perché so a che cosa andrei incontro e poi credo che durerei poco. Ma a quel punto subentrerebbe la coscienza: c'è questa voce che è talmente elevata e talmente forte che dovrei piegarmi a questa richiesta che poi potrebbe essere molto divertente come tutte le battaglie. Aspettate ancora un po'».

Per quanto prematuro, Celentano sindaco ha già chi potrebbe affiancarlo nella guida della città: Capanna vicesindaco e Claudia Mori assessore.
Qualcuno ha chiesto a Celentano se ha già qualcosa in mente.
Ecco la sua risposta: «Per cercare di appassionare la gente e ritrovarci tutti insieme a lavorare per un progetto si potrebbe buttare giù Milano, quella brutta, tutte le case brutte che ci sono che poi adesso si riempie di grattacieli. Per esempio il Pirellone nuovo preso da solo non è brutto ma è brutto l'accostamento con le altre case».
Il problema di Milano, per Celentano, è che «è una città senza volto». Per questo pensa «si potrebbe fare un referendum per sgombrare la zona dove hanno costruito i grattacieli adesso: si mettono tante mine e tutto crolla giù».