7 giugno 2020
Aggiornato 02:30

Scomparsa De Luise, si indaga su «reperti» in un pozzo

Dopo il caso Claps un altro «cold case»: Ottavia scomparve nel '75

POTENZA - Dei 'reperti', forse resti umani, ritrovati in un pozzo potrebbero gettare luce sul caso della piccola Ottavia. Il ritrovamento del cadavere di Elisa Claps, avvenuto a Potenza il 17 marzo scorso dopo quasi 17 anni di ricerche, ha riaperto un altro 'cold case' tutto lucano: la scomparsa, il 12 maggio 1975 a Montemurro, nel potentino, di Ottavia De Luise, allora dodicenne. Della bambina si persero le tracce 35 anni fa e dopo sommarie indagini condotte dai carabinieri del paese, nessuno si occupò del caso. Ora la polizia, spinta anche dal clamore mediatico che la storia sta riscuotendo sulla scia del caso Claps, ha deciso di avviare le indagini ripartendo dagli ultimi avvistamenti della bambina.

Ottavia De Luise a Montemurro è per tutti «la bambina scomparsa sulla via vecchia per Armento»: è su quella strada che collega i due paesi, infatti, che fu vista per l'ultima volta. Ed è proprio nel pozzo di una masseria che si trova nei pressi di quella strada che ieri la Polizia scientifica ha trovato dei «reperti», forse resti umani, che sono stati consegnati ad un medico legale per le analisi di rito. A portare gli investigatori su quei terreni è stata anche una lettere anonima fatta recapitare due anni e mezzo fa al fratello di Ottavia, Settimio De Luise, in cui si invitava la famiglia a non cercare più la bambina poiché «era stata violentata, uccisa, e poi nascosta».

Settimio De Luise ha ora deciso di sporgere denuncia contro il brigadiere dei carabinieri che guidò le indagini nel 1975 per favoreggiamento. Lo ha annunciato ieri sera durante il collegamento con la trasmissione di Raitre «Chi l'ha visto?» nel corso della quale ha anche saputo del ritrovamento dei reperti nel pozzo-cisterna della masseria. «Finalmente - ha detto - il desiderio di mia madre di ritrovare Ottavia potrebbe essere esaudito».

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