15 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Processo diritti TV

Domani in aula due vecchi verbali di Berlusconi

I documenti saranno «prodotti» dal PM. Si parlerà degli atti da utilizzare

MILANO - Domani riprende il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset e in aula si parlerà degli atti da utilizzare. Il pm nella scorsa udienza del 18 gennaio ha preannunciato che produrrà due vecchi verbali di interrogatorio di Silvio Berlusconi che sono anche gli unici della storia giudiziaria dell'attuale presidente del Consiglio dei ministri a livello di indagini preliminari.

Fabio De Pasquale che rappresenta l'accusa insieme a Sergio Spadaro aveva spiegato che ritiene rilevanti i due atti «perchè l'imputato Berlusconi spiega il suo suo ruolo in azienda e quali erano gli argomenti che potevano suscitare la sua attenzione». Il primo verbale reca la data del 13 dicembre 1994 quando Berlusconi fu interrogato dal pool di Mani pulite, avendo ricevuto l'invito a comparire, l'ormai famoso «avviso di Napoli» anticipato dal Corriere della sera, in cui si ipotizzava il reato di concorso in corruzione di appartenenti alla guardia di finanza per tangenti pagate da società del gruppo Fininvest. Il fondatore di Fininvest si dichiarò estraneo alle accuse che però caddero solo in Cassazione dopo la condanna in primo grado e la dichiarazione di intervenuta prescrizione in Appello.

Il secondo verbale è del 27 giugno del 1999 e fa riferimento a un interrogatorio concordato con i pm Francesco Greco e Paolo Ielo. Berlusconi era indagato di falso in bilancio in relazione al «consolidato» Fininvest. Era il periodo in cui i legali dell'attuale premier avevano intavolato con l'accusa una trattativa poi abortita per patteggiare la pena. Il procedimento si concluse poi con la prescrizione dichiarata dal gup Fabio Paparella. Nel 1999 Berlusconi era già in politica da oltre cinque anni e non ricopriva incarichi formali nel gruppo di cui era ed è tuttora azionista di riferimento. Secondo l'accusa Berlusconi continuava ad avere voce in capitolo nelle decisioni aziendali. E questa è anche la polemica di questi giorni in riferimento alla chiusura delle indagini su Mediatrade-Rti dove i pm contestano al premier l'appropriazione indebita per 34 milioni di euro datata 2006 e l'evasione fiscale riverberata dal consolidato Mediaset addirittura fino al settembre del 2009.

Al pari degli altri 11 indagati, tra cui il figlio Piersilvio, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il produttore Frank Agrama di cui sarebbe stato «socio occulto», Berlusconi ha 20 giorni di tempo a partire da venerdì scorso per chiedere di essere sentito prima che la procura presenti formalmente al giudice la richiesta di rinvio a giudizio. Ma appare quantomeno improbabile che sia il premier sia gli altri indagati chiedano di essere ascoltati.