Il Pd contro Maroni: basta con lo scaricabarile
Livia Turco: «Presenti un piano nazionale per l'integrazione degli immigrati»
ROMA - Il Pd all'attacco del ministro Roberto Maroni per la sua informativa alle Camere, ieri in Senato e oggi a Montecitorio, sugli incidenti di Rosarno. «Di fronte a fatti gravi, la politica dovrebbe parlare il linguaggio della responsabilità. E invece anche il ministro Maroni non ha perso l'occasione per continuare a fare scaricabarile e propaganda», ha detto l'ex ministro Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e presidente del Forum sull'immigrazione del Pd durante il dibattito a Montecitorio.
«Sappiamo quanto è difficile e complessa questa materia perché abbiamo governato. Proprio per questo - ha proseguito la dirigente del Pd- vi lanciamo una sfida: presentate subito un piano nazionale per l'integrazione che parta dalle situazioni da modificare ma che riguardi tutto il paese, quell'Italia della convivenza di cui non si parla mai».
«È inaccettabile - ha detto ancora Livia Turco rivolta al ministro Maroni - che sia merito del Governo quando le cose vanno bene e colpa delle Regioni quando vanno male. Cosa hanno fatto gli ispettorati del lavoro e gli altri uffici del ministero del Lavoro per verificare le condizioni dei lavoratori immigrati a Rosarno? Cosa hanno fatto le forze dell'ordine e i prefetti per combattere lavoro nero e caporalato giorno per giorno e non soltanto quando c'è un'emergenza di cui parlano tv e giornali? E a proposito di senso di responsabilità voglio esprimere la mia solidarietà a quella Calabria martoriata che attraverso i suoi cittadini ha costruito esempi egregi di integrazione che lei, ministro, avrebbe dovuto citare. Quelle esperienze sono nate senza i suoi fondi, signor ministro, ma grazie a leggi regionali. Voi in ogni finanziaria avete tagliato i le risorse per le politiche dell'integrazione».
«La smetta con la propaganda dunque e passi ai fatti per prosciugare questi bacini di schiavitù; vogliamo fatti contro il caporalato e lo sfruttamento. Non è vero che è già tutto contenuto nella Bossi-Fini. È un fatto l'irregolarità che il governo Berlusconi favorisce con norme farraginose che non consentono neanche l'ingresso regolare per lavoro».