11 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Gli incidenti di Rosarno

Maroni: situazione frutto di una «tolleranza sbagliata»

Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare. Bene Gelmini su «tetti a scuola»

ROMA - «Queste situazioni le abbiamo ereditate e sono frutto di tolleranza sbagliata. Sono stati chiusi gli occhi: nessuno ha voluto vedere una situazione che prima ancora che un problema di ordine pubblico, potevano essere risolte con una serie di interventi degli enti locali. E invece avrebbe potuto scapparci il morto. Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, parlando del caso Rosarno a Skytg24.

Dopo dieci anni «senza fare nulla - e parlo delle autorità locali e territoriali- », ha aggiunto il titolare del Viminale, sono nate comunità di extracomunitari che erano «delle vere e proprie bombe innescate». Così «purtroppo a Rosarno è avvenuto quello che noi temevamo».

In due anni, ha sottolineato ancora Maroni, «noi invece abbiamo rimpatriato 40 mila clandestini». Dal ministro, inoltre, anche l'annuncio di una «tolleranza zero» nei confronti del razzismo nel calcio. Al punto di proporre la possibilità che di fronte a cori razzisti l'arbitro sia chiamato a «interrompere la partita». «E' una cosa - ha detto - che non dipende da me: non sta al ministero dell'Interno intervenire quando c'è una partita in corso. Ma credo davvero che la Figc debba darsi delle regole molto rigide in questo. Se c'è anche il minimo dubbio che uno sfottò o un coro sia razzista, secondo me l'arbitro deve immediatamente sospendere la partita e prendere provvedimenti conseguenti».

Caso Balotelli - Io sono milanista - ha detto ancora il ministro- ma nutro per Balotelli una profonda simpatia. E' un simpatico sbruffone oltre che essere un grande campione». Dal ministro, infine, apprezzamento e sostegno al tetto del 30% di studenti immigrati nelle classi delle scuole italiane, come disposto dal ministro Mariastella Gelmini. «Lo condivido pienamente: recepisce - ha ricordato il ministro- la proposta avanzata per primi da noi delle Lega».

A Rosarno, intanto, la situazione sembra ormai tornare finalmente alla normalità e sono ormai concluse le operazioni di allontanamento volontario o accompagnato, degli immigrati dalla cittadina calabrese. In tutto, dall'inizio delle operazioni di sfollamento, sono quasi 1.300 gli immigrati che hanno lasciato Rosarno, per dirigersi prevalentemente in zone del nord Italia o rifugiarsi in centri di accoglienza calabresi e pugliesi.

E' anche iniziata questa mattina la demolizione dell'ex fabbrica Rognetta. Le condizioni meteorologiche, però, potrebbero creare qualche problema alle attivita' di abbattimento della struttura. La task force, insediata dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, è infine operativa anche oggi in Prefettura a Reggio Calabria, dove si susseguono le diverse riunioni operative.