15 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Cronaca. Marche

Slot machines clonate, truffa da 4,7 mln: otto denunce della Gdf

Operazione in 6 regioni italiane. Il centro operativo a Civitanova Marche

MACERATA - Smantellata dalla Gdf di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, una centrale per slot machine clonate. Otto persone sono state denunciate per truffa ai danni dei Monopoli di Stato e gioco d'azzardo. Con artifici informatici ed elettronici, il gruppo era riuscito a creare un sistema che nascondeva l'80% delle giocate alle macchinette, riuscendo a sottrarre 4,7 milioni di euro al prelievo fiscale, con un'evasione del prelievo erariale unico (Preu) pari a 570.483 euro.

Le regioni del centro Italia coinvolte sono Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo. I Comuni interessati sono Civitanova Marche, che era la centrale operativa; Macerata, Corridonia, Tolentino, Urbisaglia, Riccione, Porto San Giorgio, Sant'Elpidio a Mare, Città S.

Angelo, Roseto degli Abruzzi, Roma, Pomezia, Viterbo, Montalto di Castro (Vt), Canepina (Vt), San Lorenzo Nuovo (Vt), Graffignano (Vt), Alviano (Tr), Orvieto, Prato, Firenze, Mestre-Venezia. I soggetti coinvolti sono: G.G. di Montesilvano; C.I. di Latina, dipendente della M.G.; B.C. di Sulmona, cognato di G.I.; S.M. di Corridonia (Macerata), titolare della ditta G.G. di Corridonia; M.E. di Tolentino titolare della ditta G.G. di Tolentino; R.M. di Sant'Elpidio a Mare (Ascoli), titolare di un bar di Sant'Elpidio; M.G. di Roma, rappresentante legale della M.P. di Roma; M.S. di Viterbo, rappresentante legale della D.G. di Viterbo.

Tra loro, esperti tecnici informatici e programmatori, che avevano ideato la truffa: accumulare soldi attraverso l'alterazione dei software di trasmissione dei dati dalle slot machine al concessionario di rete. Le slot erano collegate alla rete telematica installandoli in un magazzino anonimo, dove una persona si preoccupava di introdurre, a intervalli di tempo, monete e/o gettoni giocate di pochi euro, per dissimulare le giocate che venivano effettivamente fatte sulle macchine originali utilizzate nei bar, che di fatto non erano collegate al concessionario. Non solo, le stesse schede venivano clonate e questo sistema non obbligava più la persona a inserire i gettoni, ma consentiva di trasmettere al gestore dati su partite fittizie. I tecnici, per evitare ogni controllo, hanno progettato dei circuiti elettronici stampati, programmati attraverso un software come simulatori di gioco, che venivano interposte lungo il cavo che collega la scheda madre al Pda che trasmette i dati al concessionario di rete. Tale artificio, indipendentemente dalle giocate fatte, simulando partite fittizie, trasmetteva autonomamente dati inferiori del 75% rispetto a quelli reali. Altri filtri elettronici, realizzati con circuiti di piccolissime dimensioni, programmati con appositi software, erano inseriti in uno spinotto in prossimità del collegamento al Pda che trasmette i dati al concessionario di rete. In questo modo si è potuto occultare l'80% delle giocate.