22 agosto 2019
Aggiornato 15:30
Sentenza Corte UE

Berlusconi: il Crocifisso resterà nelle aule, Corte non vincolante»

«Decisione non rispettosa realtà, e comunque non è coercitiva»

ROMA - La decisione sul crocifisso presa dalla Corte Strasburgo «non è vincolante» per gli Stati membri dunque i crocifissi «resteranno nelle aule». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a palazzo Chigi spiegando che a decidere «è una commissione del Consiglio d'Europa cui partecipano 40 e oltre Stati che non sono nell'Unione Europeo». Dunque la decisione «non è vincolante e non c'è alcuna possibilità di coercizione per il nostro Paese che ci impedisca di tenere il crocifisso nelle aule».

Il Cdm «ha deciso immediatamente il ricorso, e una volta accettato il ricorso, qualunque sarà la decisione non ci sarà capacità coercitiva». Berlusconi ha poi ribadito che la decisione della Corte dei diritti dell'uomo «non è rispettosa della realtà: l'Europa tutta e in particolare l'Italia non può non dirsi cristiana. Quando sono stato presidente del Consiglio Europeo - ha ricordato - condussi una battaglia per introdurre nella Costituzione le radici giudaico-cristiane, ma Paesi laici e laicisti come la Francia di Chirac si opposero e siccome serviva l'unanimità non riuscimmo a introdurle». Comunque, «se c'è una cosa su cui anche un ateo può convenire è che questa è la nostra storia. Ci sono 8 paesi d'Europa che hanno la croce nella loro bandiera... Cosa dovrebbero fare cambiare la loro bandiera?».