11 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Attentato di Milano

Maroni: «Con altra norma l'attentatore libico sarebbe italiano»

Il Ministro degli Interni intervistato da Maurizio Belpietro: non era lupo solitario. Attenzione a terrorismo «home grown»

MILANO - L'attentatore libico alla caserma di Milano «se ci fosse oggi vigente la normativa che prevede la riduzione a cinque anni del termine per avere la cittadinanza sarebbe anche un cittadino italiano»: lo sottolinea il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro (Canale5).

«Ci sono sviluppi interessanti che stanno dimostrando che c`era una vera e propria cellula attorno a questo terrorista che non era un lupo solitario come un pò sbrigativamente si è detto all`inizio», afferma il titolare del Viminale. «La cosa più preoccupante è che questa persona era in Italia da dieci anni, che per quasi tutto questo periodo è stato ben integrato, parla bene l`italiano, ha avuto rapporti anche economici. Se ci fosse oggi vigente la normativa che prevede la riduzione a cinque anni del termine per avere la cittadinanza sarebbe anche un cittadino italiano probabilmente e questo richiama subito alla mente per esempio gli atti terroristici avvenuti in Inghilterra nel 2005 con terroristi cosiddetti «home grown», cioè nati e cresciuti in Inghilterra, quella è un pò prospettiva. Per questo - conclude Maroni - dobbiamo intensificare i controlli, lo stiamo facendo, e dobbiamo garantire che chi viene in Italia ci venga per lavorare, per integrarsi bene, creare gli strumenti per una integrazione vera non solo apparente».