22 agosto 2019
Aggiornato 19:30
Conferenza stampa del Ministro degli Interni

Attentato Milano, Maroni: «E' stata un'azione kamikaze»

Fermati due conoscenti dell'attentatore Mohamed Game, un egiziano e un libico

ROMA - La figura di Mohamed Game, il 35enne libico, autore dell'attentato davanti alla caserma Santa Barbara a Milano «è compatibile con la figura del kamikaze». Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha tenuto una conferenza stampa al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, riunitosi all'indomani del grave episodio avvenuto ieri nel capoluogo lombardo.

«Si tratta di un vero e proprio kamikaze», ha affermato Maroni, che ha parlato di «moderata preoccupazione». E ha sottolineato che se fosse esploso il quantitativo di esplosivo (5 chili di materiale contenuto nella valigetta dell'attentatore) gli effetti sarebbero stati ben più devastanti. «Se fosse esploso - ha continuato il ministro - sarebbe morto l'attentatore, sarebbe morto il militare che era di guardia e ci sarebbero stati danni enormi».

Il titolare del Viminale ha aggiunto che sono in corso indagini dalle quali potrebbero emergere nuovi spunti investigativi per accertare «se sono solo tre le persone coinvolte». Evidente la preoccupazione su questo punto: «Non c'è un lupo solitario, ma erano tre i lupi solitari che fanno un branco».

Oggi l'ospedale Fatebenefratelli di Milano ha riferito, con un bollettino medico, che Game è «ricoverato in rianimazione in condizioni emodinamiche stabili» ed «è stato sottoposto ad amputazione della mano destra e a intervento di sutura dei bulbi oculari».

E in giornata sono state rese note le generalità dell'egiziano e del libico fermati nella notte dalla Polizia perché ritenuti in qualche modo coinvolti nell'attentato eseguito ieri alla caserma Santa Barbara di Milano da Mohamed Game. Si tratta rispettivamente di Mahmoud Adbelaziz Kol, 52 anni, e del cittadino libico Mohamed Israfel, 33 anni. Nell'appartamento dell'egiziano gli agenti hanno rinvenuto 40 chili di nitrato d'ammonio che se, opportunamente miscelati, possono creare un ordigno esplosivo dello stesso tipo di quello usato nell'attentato contro la caserma.