18 giugno 2021
Aggiornato 16:30
Sanità. Lazio

Federlazio su razionalizzazione spesa Sanità

L’incidenza della spesa sanitaria si attesta intorno al 70% (69% nella pluriennale 2010 e 71% nella pluriennale 2011)

ROMA - Con riferimento alla Conferenza Stampa di presentazione della Congiunturale Semestrale, tenuta dal Presidente di FEDERLAZIO Maurizio Flammini e dal Direttore Generale Giovanni Quintieri, visto l’interesse giornalistico suscitato dalla stessa con particolare focus verso il settore Sanità, intendiamo precisare alcuni importanti elementi.

L’incidenza della spesa sanitaria si attesta intorno al 70% (69% nella pluriennale 2010 e 71% nella pluriennale 2011). Una percentuale elevata che giustamente deve stimolare un’attenta riflessione su come vadano destinate le risorse, in particolar modo su come raggiungere l’equilibrio fra l’esigenza di tutela della salute del cittadino e la corretta dimensione economico-finanziaria dell’utilizzo di denaro pubblico.

È infatti determinante, e questo era il senso dell’intervento del Presidente, focalizzare l’attenzione sulla necessaria razionalizzazione o meglio ottimizzazione della spesa sanitaria. Nella Federlazio figurano, iscritti nella sezione Salute, importanti imprenditori della sanità laziale i quali sono i primi a richiedere un importante sforzo progettuale ed operativo per migliorare l’allocazione delle risorse.

Ma qui è il punto sostanziale. Quale deve essere la giusta politica di razionalizzazione? Possibile voler recuperare il grosso dalla componente privata che pesa neanche il 20% rispetto a quella pubblica come prevede il Piano di Rientro? E soprattutto quali sono le discriminanti decisionali?

In effetti, a vantaggio dei cittadini, riteniamo che vada privilegiato il criterio della qualità delle prestazioni rispetto a qualsiasi altro elemento di giudizio. Le scelte impostate dalla Regione Lazio sul Piano di Rientro ci lasciano molti dubbi e vorremmo essere molto più coinvolti di quanto in effetti accada, nella definizione degli obiettivi da privilegiare.

La pausa di riflessione che la Regione Lazio ha ritenuto di effettuare relativamente al piano dei «tagli» è senz’altro benvenuta ma deve essere utilizzata per scegliere obiettivi che vadano realmente a vantaggio dei cittadini senza altresì togliere risorse al settore privato che offre servizi molto qualificati e a costi estremamente competitivi.