28 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
“Meglio uno che centouno!”

Marche: al via la campagna per il controllo delle nascite dei cani

Mezzolani: «Per ridurre il randagismo necessario anche agevolare economicamente i proprietari che appartengono a particolari categorie sociali»

ANCONA - La Regione Marche concederà ai Comuni contributi per incentivare la sterilizzazione dei cani di sesso femminile i cui proprietari appartengono a fasce sociali deboli: titolari di pensione minima o pensione sociale; possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro; disoccupati o non occupati.

I fondi disponibili, complessivamente 150 mila euro, provengono da risorse ministeriali con destinazione vincolata alla lotta al randagismo e verranno ripartiti tra i comuni, entro il prossimo mese di dicembre, in quantità proporzionale al numero dei cani iscritti all’anagrafe canina informatizzata regionale.

In questo modo i comuni potranno coprire in parte il costo della sterilizzazione. Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.

L’iniziativa ha lo scopo di ridurre sensibilmente il numero degli animali vaganti. «Ogni giorno – spiega l’assessore alla Veterinaria, Almerino Mezzolani – nascono numerosi cuccioli di cane. Una femmina che, per negligenza o incuria del proprietario, è libera di accoppiarsi, può avere fino a 20 cucciolate durante tutta la sua vita riproduttiva, rappresentando il bacino di reclutamento per cani potenzialmente randagi».

Molti proprietari non sterilizzano i propri animali perché non hanno le informazioni adatte o si basano su luoghi comuni che non hanno riscontri scientifici. «Fra tutte le motivazioni – continua Mezzolani – il costo dell’intervento è quello che, però, incide maggiormente, alimentando così il randagismo. Di conseguenza, per favorire le sterilizzazioni occorre incentivare economicamente i proprietari, specie coloro che appartengono a fasce socialmente deboli. Queste persone potranno ora ottenere il contributo, sempre se sono in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina».

La somma a disposizione per questo progetto biennale consentirà di proseguire le iniziative regionali, avviate contro il fenomeno del randagismo, come «Vigilare è prevenire» del gennaio scorso, grazie alla quale sono stati donati ai Comuni 250 lettori di microchip per incentivare le attività di vigilanza. Sarà realizzata anche una campagna informativa mediante la stampa di manifesti e il coinvolgimento dei media. L’obiettivo è diminuire il sovraffollamento dei canili ed il costo sociale per il mantenimento dei cani randagi; ridurre i danni provocati dal randagismo sia all’uomo (morsicature, incidenti, trasmissione di malattie) sia agli altri animali (aggressioni); aumentare il risparmio per la realizzazione di nuove strutture; migliorare il rapporto uomo/cane nell’ambiente urbano ed il controllo dell’igiene urbana.