18 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Cronaca. Puglia

Foggia, 17enne muore accoltellato per scherzo a ragazza

Un colpo di coltello all'addome in pieno centro, vicino al Duomo

FOGGIA - E' stato ucciso da un colpo di coltello all'addome a 17 anni, Angelo De Rosa, al culmine di una lite scoppiata con un ragazzo poco più grande, 19 anni, e tutto per uno scherzo ad una ragazza: il lancio di un piccione morto trovato per strada. Tutto è avvenuto ieri sera nel mezzo della annoiata movida estiva, dello struscio nel centro storico di Foggia, a due passi dal Duomo.

Il presunto accoltellatore, Roberto Scarpiello, è già in carcere, ha 19 anni, incensurato, dopo la lite è fuggito poi invece si è presentato in caserma, ha ammesso tutto ma ha detto di non averlo fatto apposta, che lui il coltello l'aveva tirato fuori solo per proteggersi, perché stava avendo la peggio e l'altro «ci si è infilzato contro». Altri testimoni dicono che invece no, l'avrebbe colpito apposta. Ma - spiegano i carabinieri - sarà poi la magistratura ad accertare se il gesto fatale sia stato volontario o meno.

Quello che è certo è che un giovane di 17 anni è morto ucciso da una coltellata all'addome per futili motivi, per uno scherzo un po' di cattivo gusto, fatto per provocazione o forse solo per noia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri infatti Angelo stava con i suoi amici a piazza del Lago vicino al duomo di Foggia, un po' per noia o vuoi per fare i bulli s'inventa uno scherzo: getta un animale morto, un piccione trovato per strada, addosso a una ragazzina. Lei si spaventa urla e va a piangere sulla spalla di un altro ragazzo, Roberto, 19 anni. Lui si infuria e affronta l'autore dello scherzo. C'è un sacco di gente, sono le 22.30, i due si scaldano e passano alle mani, scoppia una rissa: è questa la prima segnalazione che arriva ai carabinieri. Ma nella lite il ragazzo più grande sembra avere la peggio. E spunta il coltello, a serramanico. Angelo resta a terra esanime. Roberto fugge in moto con un amico.

Le condizioni di Angelo sembrano subito molto gravi, viene portato agli Ospedali Riuniti di Foggia, operato d'urgenza ma le sue condizioni si aggravano. Si decide di trasportarlo in un centro specializzato della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Durante il tragitto in ambulanza nella notte verso le 3.30 muore, per arresto cardiaco.

Intanto Roberto si fa accompagnare in caserma, è l'1.30 racconta tutto ai carabinieri, ammette di aver tirato fuori il coltello ma dice «l'ho fatto solo per proteggermi, non l'ho colpito apposta lui ci si è infilzato e io l'ho visto cadere». Angelo il 'rivale', morirà poco dopo, per quello scherzo.