12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Si amplia la protesta nei Cie

Proteste degli immigrati nei Cie: dopo Gorizia, Milano, L.Terme

Croce Rossa, Barra: «I centri di identificazione e espulsione per immigrati sono carceri»

ROMA - Si amplia la protesta nei Cie, i centri di identificazione e espulsione per immigrati. Dopo la rivolta la scorsa notte nel Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, a Milano, dove un gruppo di immigrati ha scatenato, poco dopo le 19 di ieri, una protesta per la decisione di prolungare il trattenimento di 15 persone nella struttura un'altra protesta è stata messo in atto, nel Cie di Lamezia Terme, che ospita 45 immigrati. Alcune suppellettili sono state bruciate dagli ospiti del centro che protestavano contro il prolungamento, da due a sei mesi, dei tempi di trattenimento nei centri come previste dalle norme contenute nel pacchetto sicurezza entrate in vigore lo scorso 8 agosto.

Gorizia - La notizia dell'entrata in vigore delle nuove norme contenute nel pacchetto sicurezza come un tam tam si stanno diffondendo nei Cie. Qualche giorno fa proteste si erano registrate nel Cie di gradisca d'Isonza a Gorizia. Alcuni ospiti del Centro erano stati trasferiti nel Cie di via Corelli dove ieri sera c'è stata la rivolta. Tutto è cominciato con l'incendio di alcuni materassi e suppellettili in un settore maschile, al quale si sono poi uniti anche un settore femminile e un altro gruppo di detenuti maschi.

La situazione è poi ulteriormente degenerata e il primo gruppo di immigrati ha divelto dei termosifoni e con questi ha spaccato le panchine di pietra della struttura, usando poi le macerie per colpire le forze dell'ordine. Carabinieri e polizia hanno arrestato 14 persone (quattro donne nigeriane, una del Gambia, quattro uomini marocchini, tre algerini, uno della Costa d'Avorio e uno di nazionalità non specificata, ma nato in Portogallo) e 11 uomini delle forze dell'ordine sono rimasti contusi.

In giornata, i 14 arresti sono stati convalidati dal gip di Milano: l'accusa è danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale, incendio doloso e lesioni. Il giudice ha fissato il processo per direttissima al prossimo 21 agosto quando gli immigrati decideranno se chiedere il rito abbreviato, patteggiare oppure procedere con il giudizio ordinario.

Intanto, non mancano le polemiche. «i Cie sono come carceri», ha detto ai microfoni di Radio CNR Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana e Vicepresidente della Croce Rossa Internazionale. «Quando io proposi - continua - che la Croce Rossa potesse gestire delle prigioni, mi attaccarono. Ma i Cie cosa sono se non carceri? Quindi, di fatto, stiamo di fatto gestendo da un punto di vista umanitario delle carceri con tutti i problemi connessi alle carceri. Dove per di più ci sono persone che di fatto non hanno commesso reati. Nei CIE - conclude Barra - noi facciamo quello che possiamo, riduzione del danno». La Croce rossa è presente nei Cie di via Corelli e nel Cie di Ponte Galeria, a Roma.