17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Caso escort

Boffo: «Da Avvenire parole appropriate sul caso Berlusconi»

«Comunità cristiana non può cedere a compromessi»

ROMA - «Avvenire non è stato zitto«, anzi «ha parlato sul tema a più riprese» tanto che «per i media nazionali la posizione di Avvenire è inequivocabile». Il direttore del quotidiano della Cei Dino Boffo difende la scelta di commentare criticamente il rapporto tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alcune escort.

In una lettera di risposta a un sacerdote che lamentava il «silenzio» del giornale sulle vicende private del premier Boffo rivendica le «parole appropriate» con cui ha affrontato il caso.

PAROLE CHIARE - E di parole chiare, assicura Boffo, la Chiesa ne ha spese. Condannando senza reticenze i comportamenti del premier. L'ultima volta il 25 luglio. Anche allora l'autore della reprimenda era stato Boffo. Che aveva accusato Berlusconi di «non avere fatto chiarezza», attaccandolo sulla convinzione, che il Cavaliere sbandiera in continuazione, di avere l'appoggio degli italiani. «La vicenda - scriveva il direttore di Avvenire - non solo non ci convince ma, per quanto ci è dato di capire, continua a piacere poco o punto a larga parte del Paese reale. E non ci piace che determinati comportamenti siano messi a confronto con il consenso inafferrabile dei sondaggi quasi che da questi possa venire l'avallo a scelte poco consone».

NON CEDERE A COMPROMESSI - «Sia il presidente cardinal Bagnasco sia il segretario generale monsignor Crociata hanno colto le occasioni pastorali che si sono presentate - spiega Boffo - per prendere posizione in modo netto sul piano dei contenuti come della prassi. Chiunque è stato raggiunto dai loro interventi ha capito quello che si doveva capire: alla comunità cristiana tocca tenere alto il contenuto della fede e non cedere a compromessi».