15 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Immigrazione

Unchr: «Immigrati respinti con uso forza senza verifica asilo»

Lettera-richiamo a Governo italiano su 82 respingimenti 1 Luglio

ROMA - L`Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha scritto una lettera al Governo italiano con la richiesta di chiarimenti sul trattamento riservato alle 82 persone respinte in Libia il 1 Luglio, denunciando la mancata verifica dei requisiti per il diritto d'asilo prima di operare i respingimenti, il ricorso all'uso della forze nei confronti dei migranti . Insieme ad una richiesta all'Italia di «rispetto della normativa internazionale».

L'Unhcr rende infatti noto di aver svolto nei centri di detenzione degli immigrati Libia colloqui con le 82 persone che erano state intercettate mercoledì 1 luglio dalla Marina Militare italiana a circa 30 miglia da Lampedusa e trasferite poi su una motovedetta libica per essere ricondotte in Libia. Fra di loro vi sono 76 cittadini eritrei, di cui 9 donne e almeno 6 bambini.

In base a quanto riportato durante i colloqui, «non risulta - afferma l'Unhcr - che le autorità italiane a bordo della nave abbiano cercato di stabilire la nazionalità delle persone coinvolte né tantomeno le motivazioni che le hanno spinte a fuggire dai propri paesi.

Sulla base delle valutazioni relative alla situazione in Eritrea e da quanto dichiarato dalle stesse persone, «appare chiaro - afferma l'Unchr - che un numero significativo di esse risulta essere bisognoso di protezione internazionale». Così come nel corso dei colloqui l`Unchr riferisce aver «raccolto testimonianze riguardo l`uso della forza da parte dei militari italiani durante il trasbordo sulla motovedetta libica» con necessità di cure mediche in seguito ai maltrattamenti per 6 eritrei». Ed è stato anche denunciato da alcune di queste persone che «i loro effetti personali, fra i quali documenti di vitale importanza, sarebbero stati confiscati dai militari italiani durante le operazioni e non più riconsegnati». Le persone ascoltate dall`UNHCR hanno ancora riferito di «aver trascorso quattro giorni in mare prima di essere intercettate e di non aver ricevuto cibo dai militari italiani durante l`operazione durata circa 12 ore».

In considerazione della «gravità di quanto riportato» nelle testimonianze, l`UNHCR ha inviato una lettera al governo italiano con la richiesta di chiarimenti sul trattamento riservato alle persone respinte in Libia e richiedendo il rispetto della normativa internazionale.

«Negli anni passati - ricorda l'Unhcr- l`Italia ha salvato migliaia di persone in difficoltà nel Mediterraneo, fornendo assistenza e protezione a chi ne aveva bisogno. Dall`inizio di maggio è stata introdotta la nuova politica dei respingimenti e almeno 900 persone sono state respinte verso altri paesi, principalmente la Libia, nel tentativo di raggiungere l`Italia». Ragione per cui l`Unhcr ha già espresso e rinnova «forte preoccupazione sull`impatto di questa nuova politica che, in assenza di adeguate garanzie, impedisce l`accesso all`asilo e mina il principio internazionale del non respingimento.