Lazio, Gup: croato investì 11 persone per evitare pedone
Le motivazioni della sentenza per condanna nomade
ROMA - Ha rischiato di provocare un massacro, ma forse la sua condotta alla guida non è stata provocata unicamente dall'alcol che aveva bevuto, ma anche dalla manovra repentina per evitare un pedone che attraversava la strada. E' questa, in pratica, la ricostruzione che il gup del tribunale di Roma, Giovanni De Donato, ha fatto nella motivazione della sentenza con la quale, nei giorni scorsi, è stato condannato a tre anni di reclusione, in abbreviato, il nomade croato che la mattina del 5 novembre scorso, investì e ferì undici pedoni che aspettavano l'autobus in via dei Romagnoli, all'altezza di Acilia. Bruno Radosavljevic perse il controllo della sua auto nel tentativo di evitare di travolgere qualcuno che stava attraversando la strada. Almeno due testimoni (una donna che seguiva in auto quella guidata dal torinese di origine croata e il conducente di un autobus che giungeva dalla direzione al momento del fatto) che hanno dichiarato che «l'imputato per evitare una persona (o forse più) ha sterzato improvvisamente ed è sbandato», piombando con la sua Bmw su chi era fermo a bordo strada.
La ricostruzione dell'incidente spiega perché Radosavljevic è stato condannato per il reato di lesioni personali colpose (quindi con la cosiddetta colpa cosciente) e non, come avrebbe voluto il pm Delia Cardia, per la fattispecie più grave delle lesioni personali volontarie, sotto il profilo del dolo eventuale. Per il gup De Donato, invece, «è chiaro che Radosavljevic conduceva l'auto a velocità eccessiva e in stato di ebbrezza alcoolica e di sostanze stupefacenti, quindi in modo illecito e con grave negligenza e imperizia, ma risultano tali due rilevanti elementi di prova (appunto la versione dei due testimoni, ndr) che lo stesso, con ciò che residuava della sua coscienza e volontà nello stato in cui era, cercò di mettere in atto una volontà finalizzata ad evitare un incidente e a travolgere chi attraversava la strada, riuscendoci ma perdendo il controllo dell'autovettura» che concluse la sua corsa contro quegli undici pedoni.
Solo due di loro, poi, si sono costituiti parte civile, ottenendo così il risarcimento dei danni in separata sede e una provvisionale di 15mila euro a testa. Per il gup De Donato l'imputato non è stato meritevole della concessione di alcuna attenuante, per i precedenti penali a suo carico, per l'intensita' della colpa e per la gravità dei fatti. Quella mattina, infatti, Radosavljevic si era messo alla guida in stato di evidente ubriachezza (con un tasso alcolemico pari a 1,85 gr./l.) e di alterazione conseguente all'assunzione di droga (cocaina e cannabinoidi). Dopo la sentenza, nei confronti del nomade, comunque, che era agli arresti domiciliari, è stata attenuata la misura cautelare e imposto l'obbligo di firma tre volte alla settimana.