18 giugno 2021
Aggiornato 17:30

Seminario FI-PDL: «La Giunta Bresso “mina” l’attività del 118»

Il Seminario si è svolto questa mattina a Torino presso la sala Bronzo all’Hotel Golden Palace

TORINO - «L’emergenza tra territorio e ospedale. Una rete per il soccorso o un soccorso per la rete?», è il titolo del seminario, promosso dal gruppo consiliare Fi-Pdl, che si è svolto questa mattina a Torino presso la sala Bronzo all’Hotel Golden Palace.
«L’assessorato regionale alla Sanità sta lavorando da qualche mese a una delibera nell’area dell’emergenza sanitaria, settore che rappresenta una delle punte di eccellenza della sanità piemontese. Proprio per questo – ha spiegato il presidente Angelo Burzi nella sua introduzione - Fi-Pdl ritiene indispensabile portare un contributo, anche in un momento in cui tra forze di governo e di opposizione non c’è molto dialogo, prima che il nuovo impianto normativo venga formalizzato, ascoltando le considerazioni e le proposte degli operatori del settore, che meglio di altri ne conoscono pregi e criticità».

Moltissimi gli elementi evidenziali dai relatori di un settore che, istituito nel 2002, gestisce ogni anno il flusso di un milione e 800 mila utenti.
«La bozza di delibera predisposta dall’assessorato lascia perplessi, in quanto non affronta i problemi e crea una serie di sovrastrutture con tantissimi attori», ha detto Mauro Frascisco, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi di Orbassano. «Si tratta di un’architettura complessa che non prevede meccanismi decisionali in un mondo che ha bisogno di decisioni chiare, rapide ed efficienti: l’allungamento della catena di comando non è un percorso virtuoso, efficiente ed efficace», ha aggiunto, precisando che la delibera trascura il modello organizzativo dei Dea, il problema dei finanziamenti, quello dell’assistenza territoriale e, soprattutto, quello del mondo infermieristico, fondamentale per il comparto. Ha aggiunto: «Il percorso formativo compare, ma con atti sconnessi, senza alcuna considerazione del fabbisogno reale. Se la Giunta volesse aprire un tavolo di confronto prima di approvare una delibera immeditata, noi proposte ne abbiano, proposte al cui centro c’è il cittadino, che è il centro del nostro lavoro».

Ha quindi preso la parola Renzo Leli, direttore di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale San Giovanni Bosco. «E’ una bozza fumosa proprio sui punti più importanti», ha esordito, prima di elencare le lacune del progetto normativo. «Da anni chiediamo alla Regione un documento per la definizione dei carichi di lavoro e della pianta organica, in quanto quello di riferimento risale al 1994, ma di questo non vi è traccia. Non si fa alcun riferimento alla carenza di chirurghi e rianimatori, figure di fondamentale importanza nei Dea. Insomma, nulla di quanto previsto consente di dare una risposta adeguata ai pazienti», ha spiegato.

«Sul piano territoriale, questa delibera si rivelerebbe una catastrofe», ha sottolineato Giancarlo Del Gaudio, responsabile regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). «Le criticità del settore sono venute a galla in particolare negli ultimi 3 anni, in cui sono stati spesi tantissimi soldi in avvocati per procedimenti contro la Regione a causa della conflittualità tra medici inquadrati in modo diverso. Sono emerse difficoltà organizzative provocate dal depauperamento del numero di medici operanti sul territorio, che ha destabilizzato il sistema», ha spiegato. Del Gaudio ha quindi indicato la chiave per il futuro, rappresentata dal quell’integrazione tra servizi, dati e competenze che ora non c’è. «Integrazione tra popolazione, medici di famiglia, pediatri, rete ospedaliera, condivisione di percorsi e protocolli per tornare alla popolazione, informatizzando il sistema e sviluppando e diffondendo i punti di primo intervento. Il futuro dell’emergenza è questo, ma di tutto questo non c’è traccia in questa bozza di delibera piena di controsensi, raffazzonata, confusa, fatta senza aver ascoltato gli operatori del sistema», ha aggiunto Del Gaudio definendo il documento «un atto di pirateria» e denunciando: «Si tratta di problemi che abbiamo portato almeno 30 volte all’attenzione dell’assessore, e per trenta volte non siamo stati ascoltati».

Giulio Titta, Segretario regionale della Fimmg, e Francesco Enrichens, del Dipartimento Interaziendale per l’emergenza sanitaria territoriale del 118, hanno ribadito l’importanza della presenza sul territorio.

«La gestione delle emergenze rappresenta il biglietto da visita del sistema sanitario», ha sostenuto il capogruppo Fi-Pdl in Commissione Sanità Luca Pedrale. Ha aggiunto: «Sicuramente il 50 per cento delle chiamate al 118 viene smistato su altri servizi, in quanto si tratta di codici bianchi che distolgono strutture e mezzi da casi più urgenti. E’ quindi fondamentale la riorganizzazione dell’emergenza con ospedali di comunità e Asl periferiche, ed è importante che all’interno dei Dea vengano creati ambulatori per i codici bianchi. Inoltre devono essere riattivati i punti di primo intervento, che costituivano anche un utile filtro per i codici bianchi ma che l’attuale amministrazione ha sradicato».

«Dall’incontro sono scaturite critiche e proposte molto importanti, - ha concluso i lavori Burzi - che ci consentiranno di contribuire alla predisposizione di un atto di governo su un problema tanto importante e complesso. In Commissione Sanità porteremo avanti con pervicacia queste istanze: l’efficienza della sanità piemontese è da sempre il nostro obiettivo».