28 gennaio 2020
Aggiornato 01:00

Dl sicurezza: Pd chiede stralcio ronde, ma Maroni dice no

Soro: «Non ci resta che l'ostruzionismo»

ROMA - L'opposizione chiede che il governo stralci dal decreto legge sulla sicurezza le norme che riguardano le ronde, contenute nell'articolo 6 ma l'esecutivo, con il ministro dell'Interno risponde con un secco. Per tutta risposta, il capogruppo del Pd, Antonello Soro, preannuncia «ostruzionismo in Aula», facendo iniziare così così la discussione del dl sicurezza nell'Aula di Montecitorio. Soro aveva cominciato con mano leggera.

«Il governo stralci le norme sulle ronde - ha esordito il capogruppo del Pd - altrimenti l'opposizione non potrà rinunciare al proprio diritto-dovere di opporsi, visto che quella norma è pericolosa per la democrazia e rischia di essere uno strappo». «Abbiamo assunto un impegno a fare la nostra parte per il rispetto dovuto alle vittime del terremoto assicurando collaborazione per lo svolgimento dei lavori. Ma i doveri li hanno sia l'opposizione sia la maggioranza».

No di Maroni: quella sulle ronde, ha spiegato il ministro, è «una misura giusta, coerente e moderna che consente ai cittadini di partecipare alla sicurezza pubblica in modo controllato ed adeguato». Immediata e dura reazione dello stesso Soro: «Impegneremo questi giorni - ha fatto presente - per dire cosa pensa delle ronde l'opposizione».

La 'minaccia' non è piaciuta al vicecapogruppo del Pdl Italo Bocchino: «tenere bloccato in Aula il ministro dell'Interno mentre migliaia di uomini in divisa stanno estraendo la gente dalle macerie in Abruzzo - ha detto - è assurdo. Basta con le polemiche, aiutiamo la popolazione». Fischi anche per Bocchino, duramente contestato dall'opposizione. «Vergognati, sfrutti i morti!», gli ha urlato la collega Teresa Bellanova del Pd.