31 agosto 2025
Aggiornato 02:30

Una rete di sostegno alle donne vittime di violenza: firmato a Como il protocollo

L'accordo tra istituzioni e parti sociali per promuovere strategie comuni e interventi integrati

Violenza nei confronti delle donne: una delle forme più diffuse di violazione dei diritti - la maggiorparte dei casi si verificano in famiglia - che va dalla punta dell'iceberg, la violenza sessuale, a una miriade di maltrattamenti e vessazioni.
 
La prefettura di Como ha promosso con la Provincia un Protocollo per la promozione di strategie condivise e interventi integrati da parte dei soggetti istituzionali e sociali che affiancano la donna a partire dal momento della denuncia. Infatti, nonostante la presenza dei servizi e delle istituzioni - di recente è stato anche introdotto il reato di 'atti persecutori' (il cosiddetto 'stalking') - spesso le donne non denunciano, e la frequente mancanza di coordinamento tra i vari livelli d'intervento non aiuta la vittima.

Il protocollo, firmato ieri in prefettura nasce allo scopo di creare una rete territoriale di sostegno, individuando procedure d'intervento nell'ambito delle diverse competenze. Tra i firmatari anche il Comune e la Questura di Como, aziende ospedaliere, consorzi e aziende di servizi sociali, Caritas diocesane.

Questi gli obiettivi di lungo raggio:
- far emergere il fenomeno, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione;
- monitorarlo sotto l'aspetto quantitativo e qualitativo, per mettere a punto interventi e percorsi sempre più mirati ed efficaci;
- migliorare le azioni di sostegno alla donna, integrandole con i percorsi di uscita dalla situazione di violenza;
- fare prevenzione, con interventi formativi e di sensibilizzazione, a partire dall'ambiente scolastico.

Al protocollo sono allegate una scheda di monitoraggio per la rilevazione dei dati e delle Linee guida per orientare l'azione dei soggetti firmatari. Collegato all'accordo, infine, il documento che individua gli obiettivi per il 2009. Essendo il primo anno di attuazione, si tratta soprattutto di interventi di formazione rivolti al personale delle istituzioni, delle strutture mediche e dei servizi sociali che lavorano a contatto con le vittime.