21 maggio 2024
Aggiornato 06:00

Corsivo Errani su dati Cnel per integrazione immigrati

Bologna - «Il futuro dell'integrazione» è il titolo del corsivo che il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha pubblicato oggi sul proprio sito Internet (www.presidenterrani.it), in relazione ai risultati del rapporto sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia realizzato dal Cnel e presentato questa mattina a Roma.

Di seguito il testo del corsivo:

«Trovo che sia molto positivo il dato, reso oggi noto dal Cnel, che consegna all’Emilia-Romagna il primato nella classifica delle aree con maggiore integrazione sociale e lavorativa degli immigrati. Un riconoscimento autorevole che significa tanto per chi, come noi, crede che le politiche di integrazione siano indispensabili per l’equilibrio dell’intera comunità, per la prevenzione di fenomeni di devianza, per l’individuazione e isolamento di chi non rispetti le regole.

Perché deve essere fatta una forte distinzione tra chi viene nel nostro Paese per lavorare, paga le tasse contribuendo allo sviluppo e anche alla ricchezza del nostro tessuto sociale, e chi invece rifiuta e viola le leggi. Non a caso, la stessa Unione europea ha posto l’integrazione degli immigrati tra le grandi priorità dei prossimi dieci anni, insieme al contrasto degli irregolari.

E se in Emilia-Romagna abbiamo raggiunto dei risultati così significativi, con punti di eccellenza nelle province di Reggio Emilia e Piacenza e Parma, il merito non è soltanto delle istituzioni locali, ma anche del lavoro di rete, svolto con le parti sociali e il terzo settore.

Certo, ancora lunga è la strada da percorrere, specie a fronte di un fenomeno in costante evoluzione e in relazione a standard qualitativi che nella nostra regione sono più elevati che in altre zone d’Italia. Ma i buoni livelli raggiunti ci confermano che ora dobbiamo continuare a lavorare sul tema del pieno riconoscimento dei diritti dei cittadini immigrati, ponendo particolare attenzione a categorie quali le donne che hanno cura dei nostri anziani ed a quei quarantamila bambini, figli di stranieri ma nati in Emilia-Romagna, che rappresentano una parte importante del futuro di tutti».