22 gennaio 2022
Aggiornato 03:30
Base Dal Molin

Base Vicenza, firmata delibera apertura cantiere

Legambiente: “Impensabile l’assenza di Via”

«In base a quali verifiche, quali conteggi, quali criteri il progetto approvato per la nuova base di Vicenza sarebbe il migliore possibile? Come può dirlo il commissario Costa se la valutazione d’impatto ambientale non c’è stata?». Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta così la notizia dell’approvazione del progetto sulla nuova base americana al Dal Molin di Vicenza e della possibile apertura ufficiale dei lavori, annunciata dal commissario Paolo Costa.

Per Legambiente l’assenza di valutazione d’impatto ambientale rimane una questione aperta. Aperto anche il ricorso al Tar del Veneto, presentato a settembre 2008 contro gli atti che hanno preceduto la decisione odierna e di cui la valutazione d’impatto ambientale insieme all’autorizzazione paesaggistica e alla conformità urbanistica rappresenta uno dei nodi fondamentali.

«L’assenza di Via potrebbe non piacere alla Commissione europea - spiega Cogliati Dezza - di cui ancora non è giunta la risposta alla petizione inviata dal coordinamento dei comitati vicentini. Prescindere dal rapporto col territorio per la realizzazione di un progetto del genere, come di qualsiasi infrastruttura, è impensabile. Tanto più in una città fragile come Vicenza e in un ambiente densamente popolato qual è la pianura padana».

«Tutta la storia di questa base è stata caratterizzata dalla negazione dei problemi - aggiunge Valentina Dovigo, presidente di Legambiente Vicenza -. L’aria di Vicenza è tra le più inquinate d’Italia, la falda acquifera è già in pericolo e il consumo di suolo elevatissimo, per non parlare della perdita di paesaggio e di contesto agricolo. La qualità della vita dei cittadini e la qualità ambientale della città non sono certo compensabili con la ricostruzione della pista di volo dell’aeroporto civile o la progettazione della tangenziale nord come annunciato oggi da Costa».