27 maggio 2024
Aggiornato 05:00
La sanità piemontese rimane allo sfascio

Sanità, Ferrero (FI): Bresso fa demagogia con i numeri

Questa la chiosa del consigliere regionale di FI-Pdl, Caterina Ferrero alle controdeduzioni portate dalla presidente della Regione ai dati forniti dal centrodestra torinese

TORINO«La sanità piemontese rimane allo sfascio, nonostante le repliche della presidente Bresso». Questa la chiosa del consigliere regionale di FI-Pdl, Caterina Ferrero alle controdeduzioni portate dalla presidente della Regione ai dati forniti dal centrodestra torinese.

«Prima di tutto – afferma l’esponente azzurra – sulla dimensione del debito sanitario la Bresso farebbe bene a mettersi d’accordo con l’assessorato competente della sua Giunta che non più tardi dell’altra settimana quantificava in meno della metà, di quanto esternato da Bresso, il supposto debito lasciato da Ghigo. Peraltro debito che ha beneficiato della copertura con fondi sanitari nazionali e non per meriti dell’attuale Giunta regionale. Comunque, ormai giunta a scadenza del suo mandato, il continuo rimando da parte di Bresso all’eventuale debito creato dall’ex Giunta Ghigo denota solamente la mancanza di argomenti sul proprio operato. D’altra parte poi dall’analisi dei dati che ci hanno fornito gli uffici regionali mi pare chiaro come non vi sia stato un reale aumento dell’offerta nei servizi erogati».

«Ad esempio l’aumento dei costi per posto letto – continua Ferrero – non ha portato l’atteso innalzamento della complessità delle malattie trattate. Anzi a fronte di una diminuzione di posti letto, dal 2004 ad oggi, pari al 5%, si è avuto un aumento del 22% del costo per posto letto. I dati nelle altre Regioni dimostrano che si poteva fare di più e meglio. In Veneto, ad esempio, si è registrata sì una diminuzione di posti letto del 3% ma con un aumento della gravità delle patologie trattate del 29% e un aumento dei costi solo del 10%. In Emilia Romagna dove i posti letto, addirittura aumentano, la complessità delle malattie curate sale del 43% ma la spesa per posto letto diminuisce del 6%. Quindi l’assessore alla Sanità piemontese non ha fatto né efficienza, né eccellenza».

«I dati pertanto – conclude Ferrero – parlano chiaro. Siamo quindi noi a non comprendere perché la Bresso non si decida a sventolare la bandiera bianca e ammetta che i dati ufficiali del 2007 confermano il fallimento del sistema voluto da lei e dall’assessore Artesio e dal suo predecessore Valpreda».