27 maggio 2024
Aggiornato 10:30
Artrite reumatoide

Studio rivela probabile obiettivo per lo sviluppo di farmaci contro l'artrite

Ricercatori nel Regno Unito finanziati dall'UE hanno scoperto che i danni alle articolazioni causati dall'artrite reumatoide potrebbero essere dovuti in parte agli anticorpi prodotti dalle stesse articolazioni

Ricercatori nel Regno Unito finanziati dall'UE hanno scoperto che i danni alle articolazioni causati dall'artrite reumatoide potrebbero essere dovuti in parte agli anticorpi prodotti dalle stesse articolazioni. Le loro scoperte hanno gettato luce sul perché i farmaci che eliminano le cellule B, produttrici di anticorpi nel circolo sanguigno, non sempre conducono a miglioramenti dell'artrite reumatoide; essi puntano su un enzima chiamato AID (activation-induced cytidine deaminase) come potenziale obiettivo per lo sviluppo di farmaci per il trattamento di questa malattia debilitante.

Le scoperte, pubblicate nella rivista PLoS Medicine, sono il risultato del progetto quinquennale INNOCHEM («Innovative chemokine-based therapeutic strategies for autoimmunity and chronic inflammation«), finanziato dall'UE con quasi 12 Mio EUR nell'ambito dell'area tematica «Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute» del Sesto programma quadro (6°PQ). INNOCHEM concentra l'attenzione sullo sviluppo di strategie terapeutiche contro le infiammazioni autoimmunitarie e croniche.

L'artrite reumatoide (AR) è una malattia autoimmunitaria che danneggia le articolazioni e colpisce circa 1% della popolazione. Le donne ne sono colpite tre volte più degli uomini e la malattia può insorgere ad ogni età (anche se sono rari i casi al di sotto dei 15 anni). Nei pazienti con AR il sistema immunitario attacca i tessuti che rivestono le articolazioni (il sinovio) per motivi per lo più sconosciuti. Il sinovio si infiamma in maniera cronica e l'organismo rilascia sostanze chimiche che danneggiano tutti i tessuti dell'articolazione. Eventualmente, l'articolazione è danneggiata in misura tale da non potersi più muovere. Non esistono cure per l'AR, ma recentemente sono state sviluppate terapie che possono rallentarne la progressione attraverso l'eliminazione di sostanze chimiche ritenute responsabili del danno articolare.

Ricercatori della London School of Medicine e del King's College London nel Regno Unito hanno raccolto il tessuto sinoviale di 55 pazienti affetti da artrite reumatoide. Hanno poi analizzato i campioni, esaminando le minuscole strutture del rivestimento articolare che imitano la funzione chiave dei linfonodi che producono anticorpi; nello specifico, queste strutture sostengono la produzione degli anticorpi che potrebbero essere tra i maggiori responsabili della distruzione dell'articolazione.

L'attenzione è stata concentrata sul fatto che le persone affette da AR spesso producono auto-anticorpi chiamati anticorpi anti-peptidi citrullinati (ACPA). Secondo lo sudio, «la spiegazione dei meccanismi che legano l'infiammazione cronica alla produzione di auto-anticorpi specifici della malattia all'interno del sinovio dell'AR, è di fondamentale importanza, perché gli ACPA sono marcatori particolarmente specifici della malattia, fortemente associati all'artrite più destrutturante e indicatori indipendenti di una prognosi più sfavorevole.

Utilizzando una serie di tecniche, i ricercatori hanno cercato di capire se le strutture linfatiche contenenti cellule follicolari dendritiche (FDC) producevano l'enzima AID, che è centrale in due importanti risposte immunitarie. Hanno scoperto che tutte le strutture contenenti FDC producevano AID, e che queste strutture contenenti AID erano circondate da cellule B che producevano ACPA.

I ricercatori hanno poi trapiantato il sinovio dei pazienti con AR nel sottocutaneo di topi privi di sistema immunitario, per determinare se le cellule provenivano dalle articolazioni stesse oppure da altrove nell'organismo. Dopo quattro settimane hanno scoperto che il tessuto trapiantato produceva ancora AID e che il livello di espressione nel sangue dei topi corrispondeva ai livelli di ACPA umani. Inoltre, nel trapianto venivano ancora prodotte le cellule B.

Stando ad un comunicato allegato, le scoperte mostrano che «le strutture linfoidi ectopiche presenti nel sinovio di alcuni pazienti affetti da artrite reumatoide sono funzionali e capaci di produrre ACPA. Visto che gli ACPA potrebbero essere responsabili del danno articolare, la sopravvivenza di queste strutture potrebbe essere coinvolta nello sviluppo e nella progressione dell'artrite reumatoide.»

Sebbene siano necessari ulteriori esperimenti per confermare le attuali scoperte, gli autori conclucono: «Questi dati chiariscono il meccanismo della produzione di ACPA nella membrana sinoviale e forniscono così le prove del ruolo centrale dell'AID nella patogenesi dell'AR. Suggeriamo quindi che l'enzima AID venga sfruttato per lo sviluppo di nuovi agenti terapeutici.»