7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
Siglate pre intese con pediatri di famiglia e specialisti ambulatoriali interni

Pronto in Veneto nuovo «Progetto cure primarie»

Sandri: «rafforziamo attenzione a medicina territoriale con al centro il cittadino»

Gli uffici regionali hanno ultimato la bozza del Progetto Cure Primarie, che consentirà alle Ullss venete di sviluppare strategie comuni per garantire e migliorare i livelli essenziali di assistenza sul territorio. «Si tratta – sottolinea con soddisfazione l’Assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri – del primo Piano organico d’intervento per l’Assistenza primaria, attraverso il quale rilanciare e sostenere il sistema della medicina territoriale: per quanto mi riguarda, sarà un impegno prioritario per l’attività da realizzare in questo 2009, che avevo in parte anticipato nelle scorse settimane, e che ora passa alla fase della concretizzazione».

Il modello di riferimento del Progetto prevede lo sviluppo contemporaneo di vari elementi: gli obbiettivi, come la gestione integrata dei pazienti tra ospedale e territorio e la continuità assistenziale; le azioni, come il Piano attuativo locale per le Cure Primarie e i Patti Aziendali; i modelli organizzativi, come la Rete nella quale inserire i Team Funzionali, la Medicina di Gruppo Integrata e le Unità Territoriali di Assistenza Primaria UTAP ; le risorse, derivanti dagli Accordi a livello nazionale e regionale; i tempi, indicati in 3 anni. «Un vero e proprio nuovo corso – fa notare Sandri – basato su due elementi essenziali: il governo della programmazione con il Piano Attuativo per le Cure Primarie, e l’individuazione ed organizzazione della Rete Territoriale». Quest’ultima è composta da 53 Distretti con un bacino di 100.000 abitanti operativi 24 ore su 24; dall’Assistenza dei medici di base in rete, in gruppo od organizzati in 42 UTAP; dall’Assistenza Domiciliare; dagli 8 Ospedali di Comunità; dalle 269 Strutture Residenziali Extraospedaliere; e dai 16 Hospices.

«In tale contesto organizzativo – sottolinea Sandri – il fulcro centrale sono i cittadini, che dovranno poter trovare una risposta sanitaria appropriata rispetto al loro problema nell’arco massimo di 24 ore». I due principali «attori» di questa nuova strategia regionale sono il Distretto Socio-Sanitario e i Medici convenzionati. Il Distretto come luogo più vicino alla popolazione e di primo accesso per l’utenza per potenziare la relazione con la famiglia in termini di qualità e anche di rapporto; la Medicina convenzionata con la quale mettere a punto strumenti condivisi per garantire una gestione 24 ore su 24 della risposta ai bisogni socio-sanitari del territorio di competenza, e la continuità delle cure in particolare nella dimissione o nell’ingresso in ospedale degli utenti. «Su questi obbiettivi – dice Sandri – lanciamo una proposta forte di collaborazione con tutti i circa 6.000 medici convenzionati veneti: Medici di Famiglia, di Continuità Assistenziale, Pediatri di Famiglia e Specialisti Ambulatoriali Interni». In questo senso si sono già mossi i Pediatri di Famiglia, che appena prima di Natale hanno siglato con l’Assessorato alla Sanità una specifica pre-intesa; seguiti dagli Specialisti Ambulatoriali Interni il cui maggiore sindacato (il SUMAI) ha siglato un analogo documento il 7 gennaio scorso.