1 agosto 2021
Aggiornato 15:30
«Urgente rivedere gli investimenti energetici dell’Italia»

Climate justice now, oggi la giornata internazionale sul clima

Legambiente a Brindisi e Gela, i poli dalle emissioni più alte

Climate justice now. Si celebra oggi la Giornata internazionale sul clima, iniziativa lanciata a Malmoe dall’ultimo Social forum europeo, non a caso in concomitanza con il summit mondiale di Poznan sul mutamento climatico. Per l’occasione, Legambiente si è data appuntamento a Brindisi e a Gela, luoghi emblematici della produzione di energia e di inquinamento in Italia, per accendere i riflettori sull’urgenza di rivedere le politiche e gli investimenti energetici del nostro Paese.

In Sicilia ancora manca un piano energetico e ambientale regionale. Per sottolineare l’urgenza della messa a punto di questo strumento, Legambiente ha organizzato a Gela un incontro con tutti i portatori d’interesse nell’intento di istituire un tavolo di concertazione che lavori alla sua redazione.

«Nelle sue contraddizioni, quella della Regione Sicilia è una situazione paradigmatica - dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. Mentre la centrale di Gela continua a utilizzare il famigerato pet-coke, sorge la moderna centrale di gassificazione della Isab Energy di Priolo dagli impatti ambientali molto inferiori ma che comunque toglie parte importante dei finanziamenti Cip6 alle rinnovabili. L’isola ha grandissime potenzialità per l’eolico, con oltre 700MW già installati, e per il solare, ma si insiste con i rigassificatori in aree ad elevato impatto ambientale e sanitario, che non hanno ricadute occupazionali apprezzabili. E ci sono pure 4 megainceneritori previsti dal piano rifiuti di Cuffaro. In sintesi, nell’isola nella quale il ministro dell’Ambiente realizzerebbe pure una centrale nucleare, si produce più energia di quella che occorre, dando sempre priorità alle fonti più inquinanti».

A Brindisi - che ospita il più grande polo energetico nazionale con una potenza totale installata di 4370 MW e la centrale termoelettrica Enel di Cerano che rappresenta la maggior fonte di emissione di CO2 in Italia - Legambiente ha organizzato un sit-in davanti alla centrale Brindisi-Sud, insieme a WWF, Italia Nostra, Forum Ambiente Salute Sviluppo, Fondazione «Di Giulio» e Comitato Porta d’Oriente, per dimostrare la contrarietà all’uso del carbone e al suo incremento e chiederne la drastica diminuzione a fronte, invece, dello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili e non dannose per il clima.

«Questo polo industriale - dichiara Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente - non è solo la maggior fonte di emissione di CO2 in Italia è anche e soprattutto uno di quei luoghi dove l’ambiente, la salute e il lavoro sono diritti negati, come testimonia purtroppo l’altissima incidenza di malattie tumorali. Ecco perché chiediamo con forza al governo una approccio mirato ad alleggerire l’area dalle servitù industriali energetiche, piuttosto che ad aggiungere ulteriori aggravi quali il rigassificatore nel porto, la torcia al plasma o il potenziamento del carbone. Occorre investire in alternative energetiche pulite anche per favorire un turismo di qualità».